È un Alessandro Sortino sorpreso quello che, al telefono, commenta l’indiscrezione pubblicata da TvBlog sul suo passaggio a Tv2000 come vicedirettore: “Non ho ancora firmato nulla, ma è vero: mi hanno fatto una proposta e io ho accettato”. L’ex iena alla tv dei Vescovi, dunque, e con un ruolo dirigenziale. Un passaggio che forse sorprenderà molti, ma di certo non quelli che Sortino lo conoscono davvero e che sanno, ad esempio, della sua convinta fede cattolica.

Il salto da Piazzapulita (La7) al ruolo di vice di Paolo Ruffini non è cosa semplice, e Sortino è il primo a saperlo: “Per me è una cosa nuova, quindi è ovvio che ci sia un po’ di paura”. E allora perché farlo? “Non è solo una scelta professionale ma anche di vita. Sono credente e ho l’occasione di mettere insieme vari aspetti della mia vita”. Chi lo ricorda incalzante e sarcastico, microfono in mano, a raccontare politica e società, forse non riesce a immaginarlo lontano dalla strada. Nessun problema, non ha la minima intenzione di lasciarla: “Non succederà mai”.

Ma se sulle prime Sortino sembrava non voler parlare troppo, c’è una domanda che lo fa diventare subito molto loquace e che in fondo spiega meglio di mille ragionamenti televisivi i motivi della sua scelta. Quanto ha contato il fatto che il Papa sia Bergoglio? Molto, a quanto pare: “Ho sentito dire spesso da Papa Francesco che i cattolici non devono nascondersi: ecco, con questa scelta io rendo pubblica anche la mia fede. E poi hai presente la frase di un brano di Jovanotti che dice “il prete di periferia che va avanti nonostante il Vaticano”? La cosa bella di Francesco è che è lui stesso il prete di periferia, che tenta di costruire la Chiesa secondo il concetto di comunità”.

L’approdo di Sortino a Tv2000, dunque, sembra avere origine anche (e forse soprattutto) in una scelta personale, oltre che professionale. E pensare che era già in fase piuttosto avanzata il progetto di un programma tutto suo, targato Magnolia, che sarebbe dovuto andare in onda su La7. Poco male. Quello che faceva prima, lo farà anche adesso (“E adesso potrò farlo fare anche agli altri”, dice divertito). Lavoro, famiglia, crisi economica, corruzione: temi che Sortino ha già trattato, nel suo personalissimo e caratteristico modo, nelle sue esperienze professionali passate. Ma forse stavolta cambierà l’approccio: “L’indignazione perenne, alla quale anche io ho lavorato, forse non basta più. È arrivato il momento di risolvere i problemi reali. E in fondo dalla crisi come si esce se non accorgendosi dell’altro, del povero?”.

Il nuovo corso sortiniano promette bene e quella che in altri casi sarebbe stata solo una scelta professionale, certo un po’ rischiosa, stavolta diventa qualcosa di diverso. È il tentativo, come lui stesso ammette, di raccontare il mondo con l’occhio cristiano, senza abbandonare l’ironia e il corrosivo sarcasmo che lo ha sempre contraddistinto. Certo, Tv2000 non è Italia1 né La7, e il bacino di telespettatori è decisamente più stretto. Ma Sortino, che non vede l’ora di iniziare (anche se non riesce a nascondere del tutto una certa “strizza” per la sfida che lo attende), ha compiuto la sua scelta. Coraggiosa, inattesa, ma tutta da scoprire.