Sono confermati i 2.250 esuberi previsti dall’accordo tra Etihad e Alitalia. A riferirlo è l’ad Gabriele Del Torchio. Nel caso in cui non si trovasse una soluzione, si andranno ad aggiungere ai quasi sette mila lavoratori del vettore italiano già in cassa integrazione a rotazione, cig a zero ore e contratti di solidarietà e mobilità. Effetto degli accordi succedutisi dalla privatizzazione del 2008 a oggi. I sindacati hanno fatto sapere che non accetteranno un aut aut e chiedono una soluzione che “tuteli l’occupazione”.

Questo è quanto emerge dall’incontro fra Alitalia e sindacati di categoria, in cui l’amministratore delegato ha definito gli esuberi “una condizione necessaria perché l’azienda sia efficiente e competitiva”. Del Torchio ha inoltre aggiunto che avrà un incontro con le banche per quanto riguarda il debito della compagnia. 

La situazione è “tesa e complicata” e la trattativa con il vettore degli emirati si presenta tutta in salita, hanno fatto sapere i rappresentanti sindacali; “Non accettiamo aut aut, bisogna arrivare a una soluzione che tuteli l’occupazione”, dicono all’unisono. Dopo il primo step di oggi, la trattativa entrerà nel vivo a partire da lunedì 16 giugno e i sindacati intendono prendere tutto il tempo che serve, nonostante la deadline del 15 luglio indicata giovedì dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi, per arrivare a una soluzione che salvaguardi l’occupazione della compagnia.

“La trattativa parte, c’è molto da fare”, ha detto il segretario generale della Filt-Cgil, Franco Nasso, puntualizzando che oggi non si è parlato di gestione degli esuberi. “Gli strumenti non mancano – ha aggiunto – ma non siamo arrivati fin lì. L’obiettivo è che i 2.250 rimangano in continuità di rapporto di lavoro“. La volontà, ha aggiunto, è sicuramente di “fare in fretta ma non sarà la settimana in più o in meno a essere determinante”. Anche per il segretario generale della Uil trasporti, Claudio Tarlazzi, “la situazione è molto complessa e difficile e la trattativa dovrà avere tempi adeguati per arrivare alla soluzione migliore”. 

Intanto quasi sette mila lavoratori tra ‘vecchia’ e nuova Alitalia sono interessati da cassa integrazione a rotazione, cig a zero ore, contratti di solidarietà e mobilità. Questo è stato l’effetto, secondo i dati raccolti dall’Adnkronos, degli accordi che si sono succeduti dal 2008, anno della privatizzazione, all’ultimo sottoscritto il 14 febbraio scorso dai sindacati e dall’amministratore delegato della compagnia, Gabriele Del Torchio. Per finanziare la cassa integrazione, dal 2009 al 2013, secondo stime sindacali, il Fondo straordinario del Trasporto aereo ha erogato una cifra che si attesta intorno ai 370 milioni di euro (una media di 75 milioni di euro l’anno). Cifra alla quale si aggiunge la quota versata dall’Inps. Il fondo del trasporto aereo viene finanziato con un contributo versato da aziende e lavoratori di 0,50 euro ai quali si aggiungono i 3 euro dei passeggeri che transitano negli aeroporti italiani. Della ‘vecchia’ Alitalia si calcola che siano tra i 3500 e i quattromila i lavoratori in regime di mobilità, che scade nel 2015, avendo esaurito la copertura della cassa integrazione nel 2012. Invece, sono circa tremila i lavoratori di Alitalia Cai che, attualmente, sono interessati dal ricorso ad ammortizzatori sociali a seguito dei diversi accordi sottoscritti dopo il decollo di Cai, avvenuto nel gennaio del 2009, fino all’ultima intesa del 15 febbraio scorso. Nel dettaglio, sono 1.437 esuberi tra lavoratori di terra (full time equivalent) gestiti con la cig a rotazione su una platea complessiva di 4500 addetti, secondo quanto previsto dall’accordo sottoscritto a metà febbraio. A questi si aggiungono 575 lavoratori in cig a zero ore per quattro anni, sulla base dell’accordo del marzo 2011. Inoltre, sono 801 i naviganti, tra piloti (280) e assistenti di volo (521), in regime di solidarietà ai quali si aggiungono 125 dipendenti in cig a zero ore, da marzo 2011. Sia l’accordo dello scorso febbraio che quello del 2011 prevedevano un rientro in azienda dei lavoratori in cig a zero ore. Un’altra intesa del dicembre 2012 prevede la cassa integrazione a zero, su ore per 28 piloti e 180 assistenti di volo, su base volontaria.