Scrivo spesso su questo blog per discutere di problemi strutturali del nostro paese o per dire la mia su ‘dibattiti caldi’. Oggi voglio raccontarvi invece di una bella iniziativa cui sono stato invitato a partecipare. In Italia, esiste un piccolo paese, Iseo, che per una settimana diviene teatro di una Summer School capace di richiamare studenti da tutto il mondo. La storia che ci sta dietro è curiosa, difficilmente ripetibile e, per una volta tanto, ha il sapore di un’eccellenza italiana: all’Istituto I.S.E.O (l’acronimo sta per Istituto di Studi sull’Economia e l’Occupazione, in poco più di quindici anni, sono arrivati un numero spropositato di premi Nobel, talmente tanti, da fare invidia anche a realtà accademiche ben più blasonate.

Nel 1994, dopo aver letto un articolo sul New York Times, che descriveva le bellezze di Montisola, Franco Modigliani (premio Nobel per l’Economia 1985) e la moglie Serena arrivarono ad Iseo per una breve vacanza. Ne nacque un’amicizia con un gruppo d’iseani, e qualche anno dopo, la decisione di creare un Istituto per divulgare lo studio del pensiero economico. Da allora l’Istituto Iseo ha organizzato circa 45 incontri, a Iseo, nel resto d’Italia e nel mondo (Praga, Vienna, Londra, Pechino) ai quali hanno partecipato ben 30 premi Nobel. Da Akerlof a Stiglitz, da Nash a Pissarides, da Sen a Kahneman, giusto per citarne alcuni (a questo link potete trovare l’elenco dei trenta Nobel).

Alla morta di Modigliani nel 2003, Robert Solow (premio Nobel nel 1987), gli succede alla presidenza dell’istituto, e per onorare la sua memoria crea una prestigiosa Summer School: uno dei pochi casi in cui non sono gli studenti italiani a correre all’estero bensì, al contrario, sono i migliori ‘studenti’ (phd, lecturers e ricercatori) a venire in Italia. In dieci edizioni sono arrivati sul lago di Iseo 660 studenti provenienti da quasi 100 nazioni e più di 200 facoltà di tutto il mondo. Questa esperienza si ripeterà anche quest’anno, dal 14 al 21 giugno: a Iseo arriveranno 65 studenti che, insieme ai Nobel James Mirrlees, Robert Engle e Michael Spence, discuteranno della costruzione di un’economia globale più egualitaria e sostenibile. In più ci sarà l’occasione di incontrare i premi Nobel in una conferenza aperta al pubblico il 19 giugno a Brescia (qui trovate tutte le informazioni).

Nel mio piccolo, ho l’enorme piacere di essere stato invitato a prendere parte a questa iniziativa, per complementare la discussione con riflessioni di carattere sociologico. Mai come oggi, c’è bisogno di guardare alle scienze sociali in modo allargato, comprendere quali meccanismi stiano portando alla crescita spropositata della disuguaglianza, e all’incidenza di ‘forti rischi sociali’ sui più deboli (come scrivevo qualche giorno fa).

Aprirsi a questo dibattito è un esercizio fondamentale, ed è bello che una volta tanto, un’iniziativa di questo genere si svolga nel nostro paese. Ne abbiamo bisogno come il pane.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Il governo tra annunci trionfali e vessazioni sotterranee

next
Articolo Successivo

Aifa: antidiabetici orali, altro che Avastin-Lucentis

next