Sul ballottaggio l’ombra dell’annullamento. A Civitavecchia, dove si sfidano Pietro Tidei del Pd e Antonio Cozzolino del Movimento cinque stelle, le elezioni potrebbero essere a rischio. Errori, anomalie, incongruenze. Sufficienti per segnalare il caso in procura. E proprio le “molteplici incongruenze” sono segnalate nel verbale integrativo dell’ufficio elettorale centrale, incaricato di verificare i voti di ciascuna sezione. E sono ben 800 i voti che non tornano. Irene Abrusci, magistrato della corte d’appello di Roma e presidente della commissione di verifica dei voti per le amministrative, ha inviato una copia del suo verbale agli inquirenti, che valuteranno se esistono ipotesi di reato.

Le anomalie sono state registrate in 22 sezioni su 53. E se la magistratura dovrà esprimersi sulla vicenda, non è da escludere che le elezioni possano essere annullate. Ipotesi a parte, di certo c’è che la commissione, nel riassumere i risultati delle varie sezioni – senza poterne modificare i risultati – ha riscontrato difformità sia nei voti di lista, sia in quelli espressi in favore del candidato sindaco. A non tornare sono i voti nel confronto tra verbali e registri dello scrutinio. Se in alcune sezioni sono stati riscontrati ‘meri errori di calcolo’, facili da rideterminare, in altre, invece, le irregolarità sono tali da non poter correggere nulla. E infatti l’ufficio, pur segnalando che non si tratta di un errore di calcolo, non può procedere alla conta dei voti mancanti. In alcuni verbali dei seggi non è compilata la colonna dei voti dei sindaci, in altri mancano le preferenze di lista.

E non manca la ciliegina sulla torta: in una sezione, in cui i verbali sono stati consegnati in bianco, spunta un asterisco che rimanda alla dicitura in calce: ‘i voti espressi in favore del solo sindaco sono 20’. Non è dato sapere, però, a favore di quale candidato primo cittadino. Una delle anomalie più gravi si registra nella sezione 16. Qui non è possibile – per la commissione – riscontrate i voti attribuiti alle liste nemmeno dopo l’apertura della busta contenente le tabelle di scrutinio. Un dato mancante che non permette, dunque, di attribuire le preferenze di oltre 500 elettori. Gli unici voti disponibili sono quelli espressi a favore dei candidati sindaci. C’è anche un giallo da risolvere. Nella sezione 47, il magistrato segnala che la busta contenente le tabelle di scrutinio “risulta aperta, nonostante i timbri e le firme di congiunzione”. E nel frattempo Massimiliano Grasso, candidato dell’Ncd escluso dal ballottaggio, ha deciso di presentare ricorso al Tar.