Ci risiamo. Non c’è un lavoro pubblico in Italia che non finisca in inchieste giudiziarie per tangenti o per le cosiddette percentuali. Il caso odierno, che vede coinvolti destra e sinistra, non lascia sicuramente stupiti. La classe politica veneziana è indagata ai massimi livelli per le solite tangenti circa i famosi lavori del Mose. Un cancro che continua a mangiare inesorabilmente il nostro Paese. Una patologia del sistema che è diventata oramai fisiologica. E’ diventata prassi istituzionale con connivenze a tutti i livelli.

E chi deve mettere un freno a tutto questo? Chi deve controllare? La politica, ampiamente coinvolta, ha difficoltà a gestire se stessa. Emblematico è ancora il fatto che un Sindaco e un cittadino comune possano essere subito arrestati, mentre un parlamentare non può essere arrestato senza il consenso della propria Camera. Privilegio vergognoso ed arcaico. Se non ci fosse la Magistratura indipendente a vagliare, con mille difficoltà, quello che accade tutti rimarrebbero impuniti. Anche se il senso di impunità è molto diffuso ed esteso. E per un caso che viene scoperto è possibile che ci siano altri mille casi che non vengono mai alla luce.

Ma il problema è anche un altro. Questi politici vivono e crescono grazie al mondo delle tangenti e delle connivenze, nonché del clientelismo che si crea intorno. Un consenso politico criminale ed illecito. Ed ecco che il famoso principio costituzionale di parità di condizioni per accedere in politica viene clamorosamente meno. Ossia una lotta impari tra politici puliti e politici dopati e criminali. E guarda il caso vincono quasi sempre quelli che utilizzano certi metodi.

Il nuovo Governo anche su questo tema deve mettersi alla prova e segnare un cambio di rotta completo. Via privilegi della politica e subito introduzione di pene più severe e certe. Insomma il senso di giustizia deve cambiare non solo a parole.

E anche chi come me fa parte, a livello locale, del Partito Democratico ha il diritto di rivendicare con forza le proprie idee sulla legalità e vera giustizia. Non avendo paura di dissentire e prendere le distanze da compagni di partito che si macchiano di tali gravi reati. In questo ultimo periodo il Pd ha già dimostrato di votare sempre per favorire e non intralciare il lavoro della Magistratura. Ora, però, su questo cancro delle tangenti bisogna mettere in piedi un sistema più forte e reprimente. Un sistema che vada ad introdurre maggiori controlli nelle pubbliche amministrazioni e nel sistema di appalti pubblici.

A causa del sistema tangenti l’Italia è indietro anni luce nella costruzione di importanti infrastrutture. Il tutto con un aggravio di spese a nostro carico. Una cassa comune che viene continuamente spremuta e rimpinguata con continue tasse ed imposte. Utili solo a ingrassare le solite tasche. Questo è il vero cambiamento che farebbe risollevare il nostro Paese. E’ tempo di stravolgere questo malcostume che sta uccidendo l’Italia. Vedremo se il Governo Renzi avrà la forza di cambiare verso anche su questo tema improcrastinabile.