Il neo eurodeputato Pd non era presente in aula, a Cagliari, ma in ogni caso il processo non si è nemmeno aperto. Tutto rinviato al 6 novembre per Renato Soru, ex presidente della Regione Sardegna, patron di Tiscali, uno dei più votati d’Italia alle recenti europee, forte delle sue 182.752 preferenze. Deve rispondere di evasione fiscale stimata in 10 milioni di euro, legata a un presunto mancato versamento delle tasse su un’operazione tra Italia e Inghilterra. Un giro di credito e debito tra società con la stessa proprietà, un flusso di denaro che non sarebbe stato dichiarato né al fisco italiano né a quello inglese.

La vicenda riguarda appunto un passaggio di denaro, esattamente 27,5 milioni di euro, tra la società Andalas Ltd (al 100 per cento di Soru – come da lui dichiarato alla Consob) con sede a Londra, e Tiscali Finance, società del gruppo con sede a Lussemburgo. Tutto succede nel 2004, secondo le indagini della Guardia di finanza, coordinate dal pm Andrea Massidda a partire dal 2010, poi i soldi sarebbero stati restituiti nei successivi cinque anni con tanto di interessi maturati. Indagini partite anche grazie a un servizio andato in onda su “Anno Zero”, in una puntata in cui Michele Santoro che si occupava delle attività di operatori italiani all’estero.

Per l’ex governatore, difeso dai legali Giorgio Macciotta e Carlo Pilia, si è trattato di una operazione “per la quale mi era stata assicurata l’assoluta neutralità fiscale”. Ma per gli inquirenti Andalas Ltd è una scatola vuota, una società inattiva con capitale due sterline, a sua volta controllata da Mediacom ltd – sempre di proprietà di Soru – con sede nelle Isole Vergini Britanniche, paradiso fiscale inserito nella black list europea. Secondo la relazione della Guardia di Finanza, riportata dal quotidiano l’Unione Sarda, rientra nel novero “delle società esterovestite mediante il ricorso a professionisti specializzati del settore, che forniscono fittizie domiciliazioni mediante il ricorso a meri prestanome”. Una ricostruzione dettagliata,quella delle Fiamme Gialle, confermata anche da Luciano Quattrocchi, consulente incaricato dalla Procura di Cagliari di esaminare il Gruppo Tiscali.

In ogni caso nel dossier della Finanza si precisa che nei bilanci di Andalas tra il 2005 e il 2009 non c’è traccia del prestito a Tiscali Finance, né degli interessi attivi. E, sempre secondo quanto riporta il quotidiano sardo, la società aveva al momento lo stesso indirizzo a Londra, 27 di Holywell Row – della Ashroft Cameron, company che si occupa della creazione di altre società nate apposta per ricevere capitali all’estero.

Del caso Tiscali-Andalas si è occupata anche l’Agenzia delle entrate e Soru, pur ribadendo la sua assoluta buona fede, ha trattato. La partita in questo senso è già chiusa. L’accordo prevede il pagamento di 7 milioni di euro in tre anni, a settembre 2012 la firma dell’adesione alla contestazione. Anche se l’ex governatore, in una lunga nota su Facebook, ha comunque reso pubblica la sua versione dei fatti. Così aveva scritto: “Pago ingiustamente. Per un’operazione societaria effettuata nell’esclusivo interesse della società e del suo futuro, attraverso la quale ho di fatto rinunciato alla piena tutela dei miei interessi, e per la quale mi era stata assicurata l’assoluta neutralità fiscale. Errata interpretazione non certo volontà, da parte mia, di non adempiere ai miei doveri fiscali. E soprattutto in un periodo in cui avevo messo tutto me stesso al servizio della Sardegna e dello Stato”. Il periodo era appunto quello del suo mandato da governatore della Regione Sardegna.

Ora l’appuntamento con il processo è spostato di circa sei mesi, così ha deciso il giudice del Tribunale di Cagliari, Francesco Alterio, nell’udienza di “smistamento” di oggi, decisione dovuta al grande carico di fascicoli da assegnare finiti sul tavolo del giudice. E a novembre Soru avrà già consumato il suo esordio nell’Europarlamento.