I migliori gol arrivano nel secondo tempo, aveva detto Alexis Tsipras pochi giorni fa e per il momento così è in Grecia. Le elezioni Europee, quando sono state spogliate il 20% delle schede, vedono in testa il Syriza con il 26,7%, staccando di quattro punti il partito del premier Antonis Samaras, Nea Dimokratia, che registra il 22,8. Stabili al terzo posto i naonazisti di Alba dorata al 9,3%, a seguire l’Ulivo greco (Elià) con l’8%, To potami con il 7% (il partito fondato dal giornalista televisivo Stavros Teodorakis), e al 6% i comunisti del Kke. Poco più del 3% per gli Indipendenti di destra e 2,8% per il Laos dell’effervescente Iorgos Karazaferris; astenuti al 42%.

Per la prima volta nella storia greca, un partito di sinistra si aggiudica più voti di tutti gli altri. Se Marie Le Pen ha chiesto lo scioglimento dell’Assemblea nazionale in Francia, iniziano a sussurrare alcuni commentatori, allora anche Tsipras potrà alzare la voce ad Atene contro il governo “di larghe intese con la Troika”. Il primo dato che emerge è che i partiti anti memorandum, ovvero Syriza, Alba dorata e Kke raccolgono più voti dei partiti di governo, Conservatori e socialisti. La formazione di Tsipras in alcune zone del Paese ha toccato anche quota 32% come al Pireo, mentre in Attica, la regione dove risiede la metà della popolazione ellenica, ben cinque milioni di persone, Rena Dourou è ancora incerta se diventerà governatrice: sul filo del rasoio con Iannis Sgourou sostenuto in maniera bypartisan sia da conservatori e che socialisti.

In questa domenica elettorale la Grecia era chiamata anche ai ballottaggi per le amministrative, con alcuni risultati sorprendenti. Ad Atene il candidato di Syriza, Gavriel Sakellaridis, perde il testa a testa con il sindaco uscente Iorgos Kaminis, mentre conquista Pireo il presidente dell’Olympiacos Ioannis Moralis, diventando il primo patron calcistico a scendere ufficialmente in politica attiva. Il suo avversario di centrodestra, Vassilis Mikalioliakos, cugino di Nikos leader di Alba dorata attualmente agli arresti, ha subito denunciato brogli accusando il neo sindaco di aver distribuito pasti e buste di denaro. Molti dei ballottaggi vedevano candidati indipendenti scontrarsi o con i conservatori o con gli uomini di Tsipras, segno che nel Paese ha preso piede la voglia di antipolitica, con il record del 90% dei ballottaggi alle comunali con un candidato espressione di una lista civica. Altro elemento da sottolineare è che proprio in occasione dei ballottaggi alle amministrative conservatori e socialisti si sono alleati convergendo su un solo candidato, da contrapporre a quello di Syriza o all’indipendente di turno, segno che la Grecia politica è ormai spacchettata in tre parti: da un lato le larghe intese pro memorandum, che fanno massa anche per le Regioni e i Comuni; dal’altro l’opposizione galoppante di Syriza che ha migliorato i risultati delle politiche del 2012; infine Alba dorata, che guadagna quasi il 3% rispetto a due anni fa e inizia a piazzare propri uomini nelle amministrazioni locali.

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