Colpo di stato in Thailandia. Il governo ad interim non è più al potere. Con un discorso televisivo alla nazione il generale Prayuth Chan-ocha ha annunciato il golpe e ha assunto la funzione di primo ministro. La nuova giunta militare ha sospeso la Costituzione, ribadito la legge marziale e proclamato il coprifuoco, dalle 22 di oggi alle 5 di domattina. È stato proibito ogni assembramento di più di cinque persone e i leader politici, insieme a quattro ministri, sono stati trattenuti e portati dai soldati in una base militare. A radio e televisioni è stato imposto di interrompere i programmi e trasmettere solo bollettini nel nuovo regime. Oscurate le tv straniere via satellite. 

Le ‘camicie rosse’ del “Fronte unito per la democrazia” fedele all’ex premier Thaksin Shinawatra, a sua volta deposto da un golpe nel 2006, hanno promesso “rappresaglie”. Quattro anni fa i ‘rossi’ occuparono il centro di Bangkok per oltre due mesi, contro l’allora governo di Abhisit Vejjajiva, salito al potere grazie a un ribaltone parlamentare manovrato dai militari. Protesta che fu repressa dall’esercito, causando 91 morti e duemila feriti.

Martedì i militari avevano decretato la legge marziale, lasciando però in carica il governo ad interim e negando che si trattasse dell’ennesimo colpo di stato. L’obiettivo dichiarato era quello di stabilizzare il Paese dopo sei mesi di proteste antigovernative. Manifestazioni che avevano portato il 7 maggio alle dimissioni della premier Yingluck Shinawatra, sorella del magnate ed ex primo ministro Thaksin, dopo che la Corte costituzionale l’ha dichiarata colpevole dell’accusa di abuso d’ufficio. Nel corso delle proteste sono morte 28 persone e vi sono stati oltre 800 feriti. Sempre il 20 maggio, l’esercito aveva ordinato alle emittenti schierate politicamente di interrompere le loro trasmissioni.

Il generale Prayuth Chan-ocha ha annunciato di aver preso il potere dopo il fallimento della riconciliazione fra governo e opposizione. Affiancato dai capi di aeronautica e marina, il generale ha affermato in un discorso in diretta televisiva che è stato un atto necessario per prevenire ulteriori violenze. L’esercito intende “ripristinare l’ordine – ha affermato il generale – e spingere per il raggiungimento di riforme politiche”. Si tratta del 12esimo golpe nel Paese dalla fine della monarchia assoluta nel 1932 a oggi. 

L’esercito sospende la Costituzione – Il nuovo regime ha sospeso la Costituzione, proclamata nel 2007 dalle stesse forze armate in seguito al golpe dell’anno precedente. Il Senato, la magistratura e “altre organizzazioni indipendenti” continueranno a funzionare regolarmente. Il Parlamento era già stato sciolto, lo scorso dicembre, dall’allora premier Yingluck Shinawatra, in vista delle elezioni di febbraio. Poi annullate dopo l’ostruzionismo dei manifestanti anti-governativi. 

Leader politici condotti in una base dell’esercito –  Una quarantina di rappresentanti del governo ad interim, del partito Pheu Thai, del Partito Democratico all’opposizione, dei movimenti filo e anti governativi, della Commissione elettorale e alcuni senatori erano riuniti nella sede del club dell’esercito a Bangkok nord per discussioni avviate ieri, finalizzate ad una soluzione della crisi politica. A quanto hanno raccontato testimoni all’agenzia stampa Dpa, dopo due ore di trattative, quando il generale Prayuth ha lasciato il club ed è ha annunciato il colpo di Stato, i partecipanti all’incontro sono stati fatti salire su due pullman e condotti in una base dell’esercito.

Un funzionario dell’esecutivo, Paradorn Pattanathabutr, contattato poco dopo l’annuncio del golpe ha fatto sapere che “gli altri membri del governo stanno bene e si trovano in luoghi sicuri”. Non è ancora chiaro dove si trovi l’ex primo ministro ad interim Niwatthamrong Boonsongpaisan. La voce secondo cui aveva trovato rifugio all’interno dell’ambasciata statunitense è stata smentita direttamente all’Ansa da un portavoce della sede diplomatica.

Stop delle manifestazioni antigovernative – Il presidio di protesta contro il governo, radunato da sei mesi nel centro di Bangkok, si è disperso dopo l’annuncio del colpo di Stato. I soldati hanno chiesto ai dimostranti di tornare a casa e migliaia di persone hanno lasciato la zona pacificamente. Un leader dei manifestanti, Thaworn Senneam, ha fatto sapere che l’esercito sta preparando dei veicoli per portare via i partecipanti. 

Per il momento non sono state inviate truppe a pattugliare Bangkok, ma i soldati hanno già disperso due siti di protesta in cui erano accampati due gruppi opposti di dimostranti. Il primo sosteneva il governo destituito, mentre l’altro manifestava da sei mesi chiedendo le dimissioni dell’esecutivo. Nessuno dei due gruppi sembra avere opposto resistenza violenta. 

La reazioni internazionali – Per gli Stati Uniti non ci sono giustificazioni al golpe militare in Thailandia. Il segretario di Stato John Kerry ha dichiarato che vi saranno implicazioni negative” nei rapporti con Washington, ma non ha annunciato immediate misure punitive. Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu, ha fatto appello per il rispetto della Costituzione. “Solo un dialogo che includa tutte le parti – ha detto – può aprire la strada alla pace e alla prosperità a lungo termine della Thailandia”. A condannare il colpo di stato anche il presidente francese Francois Hollande,  che ha chiesto “l’immediato ritorno all’organizzazione di un processo elettorale” e il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini, esprimendo preoccupazione per la violazione dei “principi fondamentali di libertà e democrazia”.