Palabianchi di Pavia, 6 maggio 2014. Alessandro Cattaneo, sindaco di Forza Italia in carica, è candidato per il secondo mandato e presenta la sua lista. E’ il primo cittadino più amato d’Italia e considerato il Matteo Renzi del centrodestra. Ospiti d’eccezione Giovanni Toti, consigliere politico di Silvio Berlusconi e capolista alle Europee, e Mariastella Gelmini. Corre per il secondo mandato da consigliere anche Giovanni Demaria detto “Dema”, 44 anni, che Cattaneo presenta come “dipendente di un’azienda”. La società in questione è la Royal Games, azienda leader nel settore di slot machine e vlt con sede proprio in città.
Tutto bene, se non fosse che il suo amministratore delegato, Christian Bernardi, è in seconda fila al comizio di Cattaneo, proprio accanto a lui. Non solo: una volta terminato l’appuntamento elettorale, lo troviamo al ristorante, nella sala riservata ai dirigenti locali del partito, seduto proprio a fianco di Toti e Gelmini. Al tavolo di fronte c’è il sindaco.
Che ci sia un problema di conflitto di interessi? Gli interessati negano, minimizzano, sfuggono. Cattaneo si difende spiegando che la sua amministrazione ha presentato diversi provvedimenti antislot. In particolare, un incentivo di mille euro a chi decidere di togliere le macchinette dai locali. Soldi che tuttavia, per molti gestori, sono insufficienti rispetto ai mancati introiti. Per Demaria, poi, “il dato che Pavia sarebbe prima per numero di slot e vlt è positivo, perché vuol dire che le macchinette sono in regola, a differenza di quanto avviene in altre città”.

Pavia è stata ribattezzata la Las Vegas d’Italia anche dal New York Times, visto che detiene il record nazionale di numero di slot e vlt (una ogni 104 abitanti) e di spesa procapite per il gioco (3mila euro all’anno contro i 1200 di media nazionale). Una tendenza che, come ha raccontato a ilfattoquotidiano.it chi si occupa sul territorio di ludopatia, è diventata una vera e propria emergenza sociale con famiglie emotivamente in crisi, assediate dagli usurai e piegate da tentativi di suicidio.
Al problema sociale, si aggiunge il malcontento tra gli elettori di Forza Italia per la presenza di Bernardi e del “suo” candidato al comizio. “Faccio campagna elettorale per Cattaneo – spiega un militante fuori dal Palabianchi – ma oggi non ci entro a sentirli, sto fuori. Ma che modo di fare politica è questo? C’è il candidato delle macchinette e il suo capo, il re delle slot di Pavia. E’ quello della Royal Games. Vedi, è là in seconda fila”  di Franz Baraggino, Alessandro Bartolini ed Eleonora Bianchini