Un derby triste, dimesso. Come non accadeva da tempo. Senza guizzi e grandi giocate se lo aggiudica il Milan, con un gol di testa su calcio da fermo di Nigel De Jong. Che premia i rossoneri per un secondo tempo determinato, e soprattutto punisce l’Inter, praticamente nulla nella ripresa. Ma certo non salva la stagione dell’una e non affossa quella dell’altra squadra. Perché in palio c’era poco o comunque nulla che conti, un posto in Europa League che se ti chiami Inter o Milan significa solo fallimento e neppure consolazione. In campo 108 punti appena messi insieme, poco più dei 100 a cui la Juventus già scudettata di Antonio Conte punta nelle prossime tre giornate di campionato. Milano, oggi, non è più la capitale del calcio italiano. E la sua stracittadina è solo sfida di periferia.

Da una parte il Milan, dove il nuovo allenatore (quel Clarence Seedorf tanto voluto da Silvio Berlusconi) è appena arrivato e già in discussione, nonostante risultati tutto sommato accettabili. Per l’occasione l’olandese cambia anche qualcosa tatticamente, con il 4-2-3-1 che a volte si trasforma in rombo con le due punte (come suggerito da Galliani, dicono, ma sempre senza Pazzini). Dall’altra l’Inter, che chiude senza entusiasmo l’ennesimo anno di transizione post Triplete, sperando che sia l’ultimo. Di certo, è stato l’ultimo derby di Milito (che gioca appena cinque minuti senza toccare palla) e di Samuel, forse di Zanetti (in panchina per tutto il match), chissà di Cambiasso. Malinconia che si aggiunge alla malinconia.

E un po’ si fa sentire pure in campo. L’avvio è lento, tanti errori, poche idee. Nel primo quarto d’ora non si tira mai in porta. La prima occasione al 20’ è dell’Inter, con una discesa di Nagatomo e un ottimo Abbiati a intercettare il cross diretto a Palacio, solo davanti alla linea di porta. La risposta rossonera è una conclusione sull’esterno della rete del dirimpettaio De Sciglio, ben pescato da Taarabt. Nient’altro fino al 35’ e alla traversa clamorosa di Kakà: ma anche questa è puro caso, un lancio lungo che mette in difficoltà Rolando e Samuel, e su cui il brasiliano conclude al volo colpendo il legno. È l’unico vero brivido del primo tempo.

Si va al riposo sperando in una ripresa diversa. E succede per merito dell’uomo che proprio non ti aspetti. Dopo altri venti minuti di nulla, una punizione calciata perfettamente da Balotelli trova in mezzo all’area De Jong: colpo di testa violento e 1-0 per il Milan. Qui la partita sembra accendersi. L’Inter risponde subito con Palacio, viene annullato un gol a Pazzini per evidente posizione di fuori gioco, Samuel rischia l’espulsione per due entratacce in serie su Balotelli (la prima da giallo, sulla seconda è graziato dall’arbitro Bergonzi). C’è anche una pacifica invasione di campo di un tifoso rossonero. Ma in un match bloccato la rete episodica fa pendere l’inerzia dalla parte del Milan. L’Inter patisce inerte lo scorrere dei minuti, e finisce 1-0 senza troppi sussulti.

Al termine dei novanta minuti, il meglio, più che in campo, lo si è visto sugli spalti: oltre 70mila persone per un derby che valeva e ha offerto poco. Nessun disordine. E la coreografia della Curva Sud del Milan dedicata alla mamma di Federico Aldrovandi. I tifosi di calcio, per fortuna, non sono solo quelli della finale di Coppa Italia a Roma.

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TABELLINO

MILAN (4-2-3-1): Abbiati, De Sciglio, Rami, Mexes, Constant (87’ Abate), Montolivo, De Jong, Poli (72’ Muntari), Taarabt, Kakà (76’ Pazzini), Balotelli. All.: Seedorf.

INTER (3-5-2): Handanovic, Ranocchia, Samuel, Rolando, Jonathan (79’ Alvarez), Hernanes, Cambiasso (70’ Guarin), Kovacic, Nagatomo, Palacio, Icardi (85’ Milito). All.: Mazzarri.

Note. Ammoniti: Mexes, Cambiasso, Samuel, Ranocchia. Marcatori:. 65’ De Jong.