Allerta maltempo per altre 72 ore nelle Marche e in particolare nelle province di Ancona Pesaro Urbino. E’ Senigallia a vivere le ore più dure. A Senigallia le vittime sono due. In un caso un anziano è morto di infarto mentre l’ambulanza che lo stava andando a soccorrere è rimasta bloccata da fiumi di fango e acqua. In un altro un uomo ha aiutato altre persone a mettersi in salvo e poi è stato sorpreso dall’acqua in uno scantinato. L’alluvione ha coinvolto una vasta area, con interruzioni nella distribuzione dell’energia elettrica e delle linee telefoniche. La viabilità della zona interessata è interrotta. Il sindaco Maurizio Mangialardi invita la popolazione a rimanere nelle proprie abitazioni e, comunque, in luoghi sicuri. Comunicazioni telefoniche off limts: l’esondazione del fiume Misa dopo 24 ore di pioggia ha sommerso le centraline della città. Anche i soccorritori comunicano quasi esclusivamente via radio. Le scuole rimarranno chiuse per due giorni.

Sono più di 100 le unità dei vigili del fuoco impegnate nei soccorsi nella zona di Senigallia: 42 sono arrivate da comandi fuori regione, 10 da altri comandi delle marche 80 dal comando di AnconaSul posto sono operative le squadre di soccorritori acquatici con battelli pneumatici dai comandi di RavennaVenezia e Lucca e due elicotteri dei vigili del fuoco dei nuclei di Pescara Bologna. Il presidente delle Marche Gian Mario Spacca chiederà al Consiglio dei ministri lo stato di emergenza per l’alluvione che ha colpito la regione.

Il Soccorso Alpino e Speleologico delle Marche ha effettuato diversi interventi di recupero con l’elicottero Icaro 2 del 118 nelle località del Senigalliese colpite dall’alluvione del Misa, e in Vallesina, dove è esondato l’Esino. In uno dei soccorsi un giovane è stato tratto in salvo fuori da un supermercato dove era rimasto aggrappato ad una pensilina per non essere trascinato via. Nonostante le competenze di chi opera in ambiente montano non siano queste, “proprio per l’improvvisa mutazione di un’area urbana in area oggettivamente impervia – si legge in una nota – il presidente del Soccorso Alpino delle Marche ha allertato squadre di tecnici che rimarranno a disposizione fino al cessato allarme”. “Non è mai avvenuto in queste proporzioni, soprattutto a Senigallia – ha detto il presidente del consiglio della Regione Marche Vittoriano SolazziRaiNews24 – Altre situazioni di difficoltà ci sono state in passato ma non di queste proporzioni. Sono proporzioni drammatiche. C’è una situazione difficile anche in provincia di Pesaro e nella città”. 

Quasi tutti rientrati gli sfollati a Senigallia
Notte abbastanza tranquilla a Senigallia. Il livello del fiume Misa è diminuito in modo consistente e in nottata non sono state segnalate nuove tracimazioni. Quasi tutti rientrati nelle proprie abitazioni gli sfollati che erano stati sistemati in quattro centri di accoglienza, salvo trenta persone, tutt’ora ospiti del seminario vescovile. E’ invece ancora piena emergenza per quanto riguarda le comunicazioni telefoniche e il servizio elettrico: il 60%-70% della popolazione è tutt’ora senza luce, e si lavora per allestire cabine elettriche e ponti telefonici mobili. Segnalato anche uno smottamento, senza conseguenze per le persone, di un piccolo ponte nel Fermano, mentre piove ancora un po’ ovunque.

La polemica sull’allerta meteo
Ma ancora una volta le questioni che si aprono sono due. Le responsabilità sull’allerta e sulla prevenzione sotto il profilo del dissesto idrogeologico.”La situazione che Senigallia” si è trovata ad affrontare nele ultime ore, “non poteva essere prevista. E’ stata forse la prima volta” che si è verificata un’emergenza maltempo simile, ha detto ai microfoni di RaiNews24 il consigliere comunale di Senigallia Roberto Paradisi. “Alle 12.15 sul sito della protezione civile – ha aggiunto – la situazione era normale: se fosse vero, dovremo verificare, sarebbe un fatto grave”. Ma Sollazzi smentisce: “L’allerta della protezione civile è arrivato in tempo – dichiara – La protezione civile marchigiana si contraddistingue da sempre per l’attenzione e la tempestività della sua azione, come ha già dimostrato in occasione del terremoto in Abruzzo. È stato un intervento tempestivo in mezzo a mille difficoltà”. 

Ambulanza bloccata da fiumi di fango, muore d’infarto
Le strade invase dall’acqua sono state a lungo impraticabili per le ambulanze del 118 e così i malati bisognosi di ricovero urgente vengono trasportati negli ospedali di riferimento dall’elisoccorso. Lo stesso elicottero del 118 è arrivato anche nell’abitazione dell’uomo colpito da arresto cardiaco – dopo che l’ambulanza era rimasta bloccata dagli allagamenti -: 
il medico si è calato con un verricello per prestare soccorso, ma era troppo tardi. La vittima, Nicola Rossi, aveva 86 anni. Viveva a Roncitelli, frazione di Senigallia. 

E’ ufficialmente dichiarato morto anche l’anziano disperso nella piena del Misa a Borgo Bicchia di Senigallia. L’uomo non avrebbe fatto in tempo a mettersi in salvo, dopo aver aiutato altre persone. La vittima si chiamava Aldo Cicetti, aveva 80 anni ed era ipovedente. Sarebbe stato sorpreso dall’ondata di acqua e fango nello scantinato di casa, dove si trovava con la moglie, che invece è riuscita a mettersi in salvo.

Sono stati i carabinieri invece a salvare un 85enne alle 5 del mattino: l’anziano era rimasto bloccato con l’auto in un sottopasso di Jesi completamente allagato dalla pioggia, in via Fontedamo. L’automobilista, oltre alla pattuglia dell’Arma, deve la vita alla telefonata al 112 di un altro automobilista, che aveva notato la vettura in panne, una Fiat multipla, spinta dalle correnti verso i piloni del ponte. L’anziano è stato raggiunto a piedi dai militari ed estratto a fatica dall’abitacolo, ormai invaso da un metro di acqua. Nonostante un principio di ipotermia e lo choc, sta abbastanza bene. 

Boldrini chiama Spacca: “Vicinanza a famiglie e volontari”
La presidente della Camera Laura Boldrini (marchegiana di Macerata) ha chiamato il presidente della Regione Gian Mario Spacca per informarsi sulla situazione: “Sono molto vicina alle famiglie e ai volontari” ha detto, prima di prendere parte ad un incontro al festival del giornalismo di Perugia. “L’ondata di maltempo che sta pesantemente colpendo le Marche trova il sistema regionale della protezione civile operativo sul territorio con tutte le forze disponibili, sin dalle prime fasi dell’emergenza – ha dichiarato Spacca – Al momento la situazione è in evoluzione, con molte chiamate alla centrale operativa della Regione, alle quali, grazie al prezioso contributo di tutte le forze che operano nella protezione civile, si stanno dando le risposte adeguate”. Spacca sta raggiungendo Senigallia per un sopralluogo nei luoghi maggiormente colpiti dall’alluvione. 

In una nota il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti esprime la vicinanza sua e del governo “ai cittadini e alle famiglie colpite in queste ore dal maltempo, e profondo dolore per l’uomo deceduto nelle Marche”. Galletti aggiunge che il governo non farà mancare il suo appoggio. “Tragedie come quella odierna – aggiunge il ministro – dimostrano quanto urgente sia intervenire non con annunci ma attraverso azioni concrete e immediate per la messa in sicurezza del territorio, troppe volte vittima di abusi che negli anni hanno aggravato il fenomeno del dissesto idrogeologico in molte aree del Paese”.

Allagamenti e smottamenti tra Ancona e Pesaro. Disagi per treni
Le precipitazioni che questa notte hanno colpito la provincia di Ancona hanno provocato allagamenti e smottamenti in quasi tutta la Vallesina, nella Marche. In particolare sono state chiuse le seguenti strade: Sp 36 Montecarottese per smottamenti; Via Montelatiere di San Marcello per una frana; Via Fontedamo di Jesi per allagamenti. Allagamenti ed esondazioni sono stati segnalati in vari punti di Chiaravalle. Alle 5.30 a via Fontedamo di Jesi un anziano jesino di 86 anni è stato salvato dai carabinieri mentre era rimasto bloccato con la propria auto in un sottopasso completamente allagato. Pochi minuti prima era stata segnalata al 112 una vettura in balia delle acque in quel sottopasso.

Strade e case allagate, smottamenti e fiumi in piena anche in provincia di Pesaro Urbino, dove desta apprensione l’onda di piena del fiume Foglia, che dovrebbe interessare la zona industriale di Pesaro, teatro di un disastroso allagamento nel 2005. Squadre di vigili del fuoco di Pesaro, Urbino, Fano e Cagli sono impegnate a prosciugare numerose abitazioni nella zona di Montelabbate, Trasanni di Urbino, San Lorenzo in Campo. La strada Pergolese è allagata, mentre dovrebbe essere riaperta a breve la strada tra Villa Betti e Santa Maria dell’Arzilla. Chiuso per il crollo di un muro di sostegno un tratto della strada che attraversa Fratte Rosa. Interdetta al traffico anche la strada che collega Barchi a Tavernelle. Oltre 50 gli interventi completati finora di vigili del fuoco e squadre della Protezione civile, mentre continua a piovere.

Circolazione dei treni in forte rallentamento lungo il tratto marchigiano della linea ferroviaria Adriatica, dove a causa delle forti piogge si viaggia a velocità ridotta, con ritardi dei convogli che oscillano fra i 20 e i 60 minuti. Problemi, fa sapere il Gruppo Ferrovie dello Stato, si sono registrati anche nel tratto fra la Puglia e l’Abruzzo, in particolare nella zona di Lesina (Foggia), per black-out provocati dalla caduta di fulmini. 

I Verdi: “Basta tragedie per mancata prevenzione, servono altre risorse”
E ancora una volta l’attenzione è alle opere di prevenzione: “Gli smottamenti e le frane causate dalla pioggia caduta nelle ultime ore nelle Marche confermano la fragilità del territorio italiano, con l’82% dei comuni in situazioni a rischio e oltre la metà della popolazione che vive in aree soggette a frane ed alluvioni. Il dramma della persona morta per l’allagamento della strada che ne ha impedito il soccorso è l’ennesimo tragico tributo all’incuria del territorio e alla mancata prevenzione” dichiarano Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, candidati di Green Italia-Verdi Europei alle elezioni europee. “
Negli ultimi 80 anni in Italia ci sono state 5.400 alluvioni e ben 11mila frane – affermano i due, peraltro ex parlamentari del Pd – e occorre superare l’approccio emergenziale ai danni causati del maltempo, e approntare piuttosto un piano organico di interventi per la messa in sicurezza del territorio”. Secondo Della Seta e Ferrante “occorre mettere mano ai 1,6 miliardi di euro già disponibili, e reperire nuove risorse per la riduzione del rischio idrogeologico, utilizzando i fondi europei e il fondo sviluppo e coesione del 2014-2020”, evidenziano ancora i Verdi, spiegando come “occorra infine prevedere l’esclusione degli investimenti per la prevenzione dal Patto di stabilità interno degli enti territoriali”.