La fiducia dei consumatori in aprile vola al livello più alto dal 2010. Lo scrive l’Istat nel rapporto mensile sull'”indice del clima di fiducia“, calcolato in base alle risposte di un campione rappresentativo di cittadini a nove domande sulle aspettative riguardo alla situazione economica, alle attese sulla disoccupazione, alla capacità di risparmio e alla volontà di acquistare beni durevoli. In aprile, dunque, l’indicatore – fatto 100 il livello base, quello del 2005 – è salito a a 105,4 da 101,9 del mese precedente. A gennaio 2010 il dato aveva raggiunto 107,4. Quello di aprile è il secondo aumento consecutivo per il clima di fiducia che a marzo era tornato a crescere rispetto a febbraio. Sono migliorate sia la fiducia nell’economia (a 115,1 da 108,1 di marzo) sia quella personale (a 100,6 da 98,8). Sale la quota di consumatori che si attendono un “miglioramento sostenuto” e un “leggero miglioramento” della situazione economica del Paese, mentre diminuisce la percentuale di quanti si attendono un “peggioramento sostenuto” (le relative percentuali di risposta passano al 3,4% dal 2,3%, al 40,8% dal 36,7% e all’11% dal 14,2%). Diminuisce, rispetto al mese precedente, la quota di rispondenti che giudica “molto peggiorata” la propria situazione economica (al 10,7% dal 13,6% di marzo). Restano stabili invece le attese sulla disoccupazione. Giudizi positivi sono espressi anche sul bilancio familiare, mentre le opinioni sull’opportunità attuale di risparmio peggiorano. Le valutazioni sull’opportunità di acquisto di beni durevoli mostrano un miglioramento. Il saldo dei giudizi sull’andamento recente dei prezzi al consumo è in diminuzione e diminuisce anche il saldo relativo alle attese sull’evoluzione dei prezzi nei prossimi dodici mesi che passa a -33 da -16. A livello territoriale il clima di fiducia aumenta in tutto il Paese. E’ più forte nel Nord-Ovest, dove sale a 106 da 105, anche se il balzo maggiore si registra nel Mezzogiorno dove cresce questo mese a 105,6 da 99,7. 

Secondo Paolo Mameli, senior economist del servizio studi di Intesa Sanpaolo, il miglioramento del clima di fiducia dei consumatori “conferma che la promessa di sgravi fiscali ha avuto un impatto sulla fiducia delle famiglie, e potrà averlo anche sulla spesa finale nel momento in cui sarà implementato”. Mameli ritiene il dato sulla fiducia “coerente con la revisione al rialzo da noi appena effettuata sulla crescita del pil nel 2014, a 0,7% da un precedente 0,5%. La revisione è spiegata per gran parte da un maggior dinamismo dei consumi, visti ora in crescita di 0,4% mentre erano stimati poco più che stagnanti (0,1%) prima dell’annuncio dei tagli fiscali”.