La email parte dal computer dell’amministratore delegato di Sisal, Emilio Petrone, ed è diretta alla sua segretaria: “Katerina, la sera del 27 sarò a cena ad Arcore, a casa del cavaliere Berlusconi. Andrò insieme al dottor Adreani, con il quale devo accordarmi su orario e modalità. La metta in agenda grazie”. Emilio Petrone è indagato in una vicenda che non ha nulla a che fare con Berlusconi, per corruzione privata nei confronti dell’ex presidente di Banca Popolare di Milano Massimo Ponzellini nell’indagine sui fidi facili della Bpm. Nelle carte dell’indagine chiusa dal pm Roberto Pellicano si trova un’informativa che disegna i rapporti tra Mediaset e Sisal, facendo emergere nitidamente il conflitto di interessi di Berlusconi. A partire dalla cena ad Arcore del 27 febbraio 2012. In quel momento Emilio Petrone guida il gruppo Sisal che ha molti problemi nei rapporti con le istituzioni. Berlusconi sostiene il governo Monti con un ruolo decisivo e da poco ha lasciato Palazzo Chigi. Mentre Adreani è il presidente e consigliere delegato di Publitalia.

La guardia di Finanza scrive che “Al fine di esplicitare l’entità del rapporto tra Sisal e Publitalia, si riporta una email scambiata (il 26 ottobre 2011) tra Marco Caccavale (direttore lotterie di Sisal, ndr) e Petrone, dalla quale si evince l’entità finanziaria di tali rapporti: ‘Se non riusciamo a parlarci prima, il messaggio da trasferire è che quest’anno abbiamo speso sulle reti Mediaset più di 13 milioni di euro (fatturato) in alcuni casi anticipando gli investimenti per assecondare delle loro richieste. Adesso gli chiediamo una mano per sostenere il lancio di Svt col 2 (Si vince tutto col 2, un gioco Sisal, ndr). Più precisamente abbiamo bisogno di un flight di due settimane (dal 14 al 30 novembre) del valore di 1 milione di euro. (…) ps. Nessun impegno sul 2012 se non in termini di una quota dei nostri investimenti tv senza specificare né timing né valori'”. La Finanza ricorda che la trasmissione Report aveva raccontato che Sisal “nel 2009 dà 10 milioni e 445.000 euro a Mediaset, e poco più di un milione alla Rai. Nel 2010, 7 milioni e 300 mila euro a Mediaset e solo 184 mila euro alla Rai, un divario sproporzionato rispetto ai limiti sul tetto pubblicitario“.

Per poi aggiungere: “In quel contesto, si sottolineava il fatto che Sisal avesse preferito le reti Mediaset in quanto riferibili all’allora presidente del Consiglio. Alla luce di quanto esposto, si riporta una email…”. Quella sulla cena di Arcore Petrone-Adreani- Berlusconi, appunto. Nell’informativa dell’11 dicembre 2012, il comandante del Gruppo Tutela Mercati del Nucleo di Milano, Alberto Catalano, segue i rapporti tra Mediaset e Sisal, una società con un fatturato da 13 miliardi di euro che riveste il ruolo delicato di concessionario dello Stato nel settore delicato del gioco. Nel 2010 Sisal stava per partecipare alla gara del gratta e vinci con Mediaset dei Berlusconi e con Poste controllata dal governo Berlusconi. In un memo scritto dal responsabile dei rapporti istituzionali di Sisal, Giovanni Maggi, si leggono le quote: Sisal con il 50,1, mentre “Poste Italiane sottoscriverà il 25% e Mediaset il 14,9% del capitale”.

Il 4 maggio 2010 però qualcuno si rende conto dell’enormità della cosa e arriva una email dal solito Maggi al presidente di Sisal: “Game over con Mediaset (…) direi soprattutto, che si sono accorti che vista la posizione del loro azionista non è opportuno che partecipino. Dichiaro chiusa la trattativa”. Il manager Mediaset Marco Giordani scriveva a Sisal di “rischio strumentalizzazione o distorsione delle azioni che saranno intraprese dalla costituenda joint-venture a causa delle particolari caratteristiche e degli impegni istituzionali del nostro azionista di controllo”. Eppure Sisal ci puntava al punto da pagare una profumata consulenza a Ubaldo Livolsi, già amministratore delegato di Fininvest, la cassaforte dei Berlusconi di cui è tuttora uno dei sei consiglieri insieme con i figli del fondatore Luigi e Barbara.

Una email trovata nel computer di Petrone documenta perché Sisal sceglie proprio Livolsi come consulente per la gara del gratta e vinci. Da un lato si enunciano i bisogni della società: “necessario e continuo rapporto con le Istituzioni” poi si chiede a Livolsi di “coadiuvare la Società” infine si aggiunge “Le viene chiesto di assistere la Società nei contatti e nelle trattative con i partners per la partecipazione congiunta alla Gara, in particolare con il Gruppo Mediaset che ha già manifestato disponibilità al riguardo. A titolo di corrispettivo viene concordato un compenso fisso mensile pari a euro 10 mila più Iva”. Scrive la Finanza: “Ciò avveniva nell’aprile del 2010 e sembra che tale collaborazione si sia comunque concretizzata”.

Da Il Fatto Quotidiano di venerdì 18 aprile 2014