Mentre stando ai sondaggi il M5S cresce nei consensi, unica opposizione in Parlamento e nel paese, Beppe Grillo mette in Rete un post di pessimo gusto nei confronti della memoria della Shoah che la comunità ebraica ha giudicato una “infame provocazione“. Non è il primo autogol dell’ex comico, era già successo con il demenziale video contro la Boldrini che scatenò i peggiori istinti del web.

Fu ritirato, ci furono delle scuse che questa volta non ci saranno perché evidentemente l’autore intende difendere sia la riscrittura di Primo Levi sia l’indifendibile taroccamento della foto del cancello di Auschwitz. Per i tanti nemici del Movimento, un vero invito a nozze: “Fascisti” e “nazisti” sono gli epiteti più teneri scagliati contro i grillini.

Forse però il commento più sincero è di quegli esponenti pd convinti che le malefatte di Grillo “saranno punite nelle urne”. Del resto, siamo in piena campagna elettorale per le Europee e la propaganda si nutre avidamente degli errori degli avversari. Resta il mistero di tanto autolesionismo. Nel giorno in cui Renzi mostra il fianco con alcune nomine molto discutibili al vertice degli enti e piegandosi a un nuovo incontro con il pregiudicato Berlusconi, il leader dell’opposizione sbaglia tutto. Assurdo.

Il Fatto Quotidiano, 15 Aprile 2014