Vi ricordate i Precog nel romanzo di P.K.Dick Minority Report? La polizia li utilizzava sfruttando le loro capacità precognitive per prevenire imminenti atti criminosi. Senza addentrarci nella fantascienza siamo oggi arrivati ad un sistema ad intelligenza distribuita che riesce a individuare “fatti rilevanti” a pochi istanti dal loro accadimento. Nessuna proiezione – per il momento – nel futuro ma un solido presidio del presente: in tempo reale.

Stiamo parlando di un prodotto sviluppato dall’americana Dataminr in collaborazione con Twitter ed implementato per la prima volta nella newsroom di CNN in attesa di essere commercializzato nel corso del 2014 in tutto il mondo. Dataminr è una società nota dai trader finanziari per aver sviluppato potenti strumenti in grado di macinare enormi moli di dati provenienti dai mercati per prevedere trend e suggerire quindi azioni puntali di compravendita.

Lo stesso principio è stato applicato sugli oltre 500 milioni di tweet che vengono inviati ogni giorno da ogni parte del globo. Utilizzando sofisticati algoritmi di pattern-recognition Dataminr riesce ad individuare in tempo reale un accadimento, un evento, una notizia. Incrociando più informazioni provenienti da una stessa zona è possibile infatti riconoscere immediatamente se è appena avvenuto un terremoto, una sparatoria, il crollo di un palazzo, etc. È la gente stessa che lo comunica, via Twitter.

Il sistema Dataminr in tempo reale incrocia le informazioni e invia nella news room CNN la notifica. I giornalisti vengono immediatamente avvisati, potendo ricevere un alert anche sul proprio smartphone. Le notifiche possono essere istradate automaticamente alla redazione o al giornalista più competente in base alla natura della notizia. Cosi come è possibile impostare interrogazioni ad hoc per individuare specifiche informazioni. Tutto in tempo reale, senza latenza. Il giornalista deve “semplicemente” verificare l’informazione e – possedendo nel caso di CNN una newsroom digitale integrata TV, Web, Mobile – pubblicare immediatamente la notizia.

È stato verificato che utilizzando questo sistema si riesce ad anticipare l’uscita di una notizia di oltre 60 minuti rispetto ai tradizionali “alert” di segnalazione. Un tempo enorme che può decisamente fare la differenza per proiettare un servizio di news in una nuova era. Con lo stesso principio la capacità di individuare trend emergenti dalla conversazioni su Twitter permette ai giornalisti di una all-news di intercettare prima di chiunque altro un argomento che “sta per” diventare popolare tra la gente.

Un sistema decisamente impressionante che fa ben capire dove sta andando il mondo dell’informazione. E per il momento parliamo di un’analisi dati che avviene solo su Twitter senza incrociare i dati dai tanti altri social network che milioni di persone giornalmente utilizzano. Questo il prossimo passaggio obbligato per chi fa informazione: il meraviglioso sbarco nel mondo del realtime. Tutto questo in attesa che vengano affinati algoritmi predittivi che possano permetterci di raccontare il futuro prima che esso accada.

Questo il futuro. Per tornare tristemente nel presente basta farsi un giro all’interno di RAI per capire come è organizzato il sistema digitale dell’informazione a partire dal fallimentare nuovo progetto online di RaiNews24 che difetta di base di una capacità di visione, progettazione ed implementazione dell’intera azienda RAI che non è ancora riuscita a mettere a disposizione dei suoi giornalisti un vero sistema integrato e funzionante per una newsroom digitale. Diverso è il discorso di Mediaset che ha compiuto di recente un imponente sforzo in questa direzione e ancora diverso il discorso di SKY che già utilizza sistemi come Storyful per scoprire e verificare informazioni.