Beppe Grillo contro il sindaco M5S Federico Pizzarotti. La rottura era nell’aria da mesi, ora lo scontro diretto arriva sul blog. “Il Movimento 5 Stelle è ecumenico”, scrive il leader sul blog, “è aperto a tutti i cittadini italiani che vogliano farne parte e disposti ad accettarne le poche, chiare e semplici regole. Per essere candidati con il M5S è sufficiente rispettare i requisiti di iscrizione ed essere cittadini italiani incensurati. Non devi essere conosciuto da qualcuno, che sia egli il primo dei sindaci o l’ultimo degli attivisti. Capitan Pizza però non è d’accordo con quelle stesse regole che l’hanno portato a essere sindaco di Parma”. Il riferimento è a un’intervista che il primo cittadino ha rilasciato durante le elezioni online del Movimento per scegliere i candidati. “In un video”, scrive, “ha detto: ‘E’ un dato di fatto che in tutti i territori si è candidata gente che noi non abbiamo mai visto. Vuol dire che non si sono spesi per il territorio. […] L’attivismo in questo modo viene fatto cadere. […] Uno sconosciuto perché dovrei votarlo? […] La conoscenza secondo me è importante. […] Aspetto i risultati. Mi piace parlare dopo aver visto per dare un giudizio’. E allora perché parli?”.

Il tira e molla tra i due prosegue da numerose settimane. Un malumore iniziato con l’accensione dell’inceneritore a Parma (“Dovranno passare sul mio cadavere”, promise Grillo in campagna elettorale) e culminato con le osservazioni pubbliche di critiche da parte del sindaco di Parma. A fare più rumore di tutte erano state le perplessità a proposito dell’espulsione dei dissidenti in Parlamento. Poi i dubbi sulla selezione online dei candidati per le Europee. Beppe Grillo è in giro per l’Italia con lo spettacolo “Te la do io l’Europa“. Proprio a Catania, dopo la prima esibizione, si era lasciato scappare un commento: “Ah Pizzarotti, è uno che ha bisogno di visibilità“. Poi ieri sera a Milano, nel debutto al nord si era lasciato scappare una frase: “Tutti quelli che vogliono visibilità poi me la mettono nel culo”. Scontri interni che sembrava andassero verso una pacificazione, ma che nel giorno più inaspettato (Casaleggio è in ospedale) sono scoppiati con un post sul blog.

Lo strappo tra Grillo e Pizzarotti arriva proprio in un momento in cui il sindaco di Parma e la sua giunta sono già da giorni nel mirino dell’opposizione. Proprio a poche ore dal post sul blog di Grillo, la minoranza compatta in consiglio comunale ha denunciato l’immobilismo della giunta Cinque stelle, che dall’inizio dell’anno ha convocato solo tre consigli comunali e non ha ancora presentato il bilancio. Al punto che il capogruppo del Pd Nicola Dall’Olio, papabile candidato alle europee, ha avanzato il dubbio che siano proprio i dissidi a livello nazionale del Movimento 5 stelle a rallentare l’attività dell’amministrazione ducale: “L’immobilismo della giunta potrebbe essere anche determinato dal fatto che non ci sia una linea comune nei confronti del rapporto con Grillo all’interno della stessa maggioranza in consiglio comunale” ha detto, mettendo in discussione la proverbiale compattezza dei Cinque stelle parmigiani. Il gruppo potrebbe avere risentito dei dissapori con il leader, anche se Marco Bosi, capogruppo M5S in consiglio comunale, preferisce non esporsi a commenti, né esprimere giudizi sull’ultimo diverbio a distanza tra il primo cittadino e Grillo.

Per la minoranza però, quello che conta davvero è che la maggioranza si sblocchi e riprenda in mano le redini della città. Un invito rivolto soprattutto a Pizzarotti: “Al di là dell’ultimo scontro con il suo leader, che forse risponde solo a un’esigenza mediatica – aggiunge la consigliera di Altra politica Altri valori, Maria Teresa Guarnieri – Pizzarotti deve decidere: o sposa Grillo e la sua linea, o se vuole fare il salto e presentarsi con la sua faccia, deve anche dimostrarlo con azioni concrete, visto che il suo successo personale è dovuto al demerito dei suoi antagonisti, ma anche all’onda mediatica dell’ex comico”. L’opposizione si concentra più sui problemi cittadini e sulla “situazione di emergenza” dovuta al blocco dell’attività istituzionale, senza consigli comunali, delibere, piani industriali per le società partecipate, discussioni per portare avanti le istanze dei cittadini. Non è tanto per i problemi interni al Movimento, ma per il non agire della giunta, che provoca immobilismo in città, che addirittura l’ex sindaco Elvio Ubaldi (Civilità parmigiana), guarda avanti e pensa già alla prossima campagna elettorale: “Tutta l’opposizione ora dovrebbe porsi il problema su come far passare la mano, perché abbiamo bisogno di una maggioranza che non coincide più con quella che sta governando. Così non si può andare avanti”.

Intanto il mondo della Rete si divide tra grillini e “pizzarottiani”. Sulla pagina Facebook del primo cittadino e sul blog di Grillo spuntano centinaia di commenti degli attivisti in difesa dell’uno o dell’altro, ma c’è anche chi invoca lo stop alle armi per pensare al bene del Movimento. Il consigliere di Ravenna Pietro Vandini si schiera dalla parte di Pizzarotti, definendo il post di Grillo “senza senso, assurdo, fuori luogo e ‘tafazziano’, dopo diversi post interessanti ed utili” e spiegando che la posizione espressa dal sindaco ducale sulle europee era “una critica sensata e non polemica”. Tra i commenti a favore del sindaco c’è anche quello del suo ex collega Giovanni Favia, il consigliere regionale espulso dal Movimento che con Pizzarotti aveva condiviso l’inizio del percorso Cinque stelle. “Pizzarotti non verrà espulso, è stato umiliato e basta così. – twitta – temo non reagirà, sancendo così il potere assoluto e meschino di Lord Grillo”. 

A sorpresa poi, anche dal Pd si leva una mano a favore di Pizzarotti: è quella di Pippo Civati, che a fine febbraio aveva partecipato alla presentazione del suo libro a Milano: “Mi sono reso conto ora di non avere nemmeno il suo numero: gli avrei scritto che mi dispiaceva per l’attacco di oggi, a freddo e un po’ insensato”. Civati ne approfitta anche per chiarire un episodio durante quella presentazione, quando chiamò il sindaco “Pizza” (come lo chiamano in tanti amichevolmente in città) e fu insultato da un attivista del Movimento per la mancanza di rispetto nell’appellativo. “Oggi guardate come lo chiama il blog di Grillo – aggiunge – dedicandogli un attacco molto più violento del mio”.

In serata il primo commento del Movimento 5 stelle di Parma è arrivato dal capogruppo Bosi, intervenuto su TvParma in una trasmissione locale. “Grillo e Pizzarotti sono due personalità forti ed entrambi hanno espresso la loro opinione” ha esordito Bosi, facendo scudo intorno al sindaco. “Quello che ha detto, lo ha detto non per criticare il Movimento e Grillo, ma per mettere in evidenza dei punti di debolezza del sistema. Non era una critica per distruggere, ma perché tiene al progetto”. Bosi ha ammesso anche che il post di Grillo ha sorpreso lui e alcuni consiglieri e assessor con cui si è sentito: “Non me l’aspettavo, ma dai commenti sul blog di Grillo si può vedere che molti attivisti condividono il senso di quello che ha detto Pizzarotti. Sono contento che il sindaco abbia deciso di prendersi del tempo” ha poi aggiunto, riferendosi al fatto che questa volta non c’è stato un botta e risposta con Grillo, ma Pizzarotti ha scelto, per ora, di rimanere in silenzio. Sugli effetti locali di una possibile votazione per l’espulsione però, Bosi si dice sereno: “Il gruppo è unito, noi valutiamo il lavoro che è stato fatto per la città. L’impatto più forte forse sarebbe all’interno del Movimento, perché è un punto di riferimento, è quello che ce l’ha fatta”.