Il mattone costa meno. E gli italiani, popolo di proprietari di case o aspiranti tali, hanno ricominciato a comprarlo. Chiedendo, di conseguenza, più mutui alle banche. Lo dimostra il confronto tra i dati diffusi questa mattina dall‘Istat e dal sistema di informazioni creditizie Crif: da un lato l’istituto nazionale di statistica rileva che nel 2013 i prezzi delle abitazioni sono calati del 5,6% (raddoppiando la flessione del 2,8% registrata nel 2012), dall’altro gli istituti di credito registrano, nel primo trimestre di quest’anno, un aumento del 9,6% della domanda aggregata di finanziamenti per l’acquisto della casa. Il mese di marzo appena concluso, in particolare, ha fatto segnare un nuovo boom nel numero delle richieste di mutui da parte delle famiglie italiane: +10% rispetto al corrispondente mese del 2013 (il valore è ponderato, a parità di giorni lavorativi). E’ la seconda volta, negli ultimi tre mesi, che la crescita raggiunge la doppia cifra. Segnali senza dubbio positivi, anche se la distanza rispetto al passato risulta ancora significativa, perché i volumi risultano quasi dimezzati. 

“La ripresa della domanda di mutui che si è consolidata negli ultimi tre trimestri è sintomatica della crescente fiducia da parte delle famiglie, dopo un biennio in cui il mercato aveva di fatto toccato il fondo”, ha commentato Simone Capecchi, direttore vendite di Crif, parlando di “progressivo ritorno ad una situazione di ‘normalità’ per quanto su livelli ancora molto distanti rispetto ai periodi pre-crisi”. Non significa, comunque, che il settore immobiliare abbia definitivamente messo alle spalle la recessione: al risultato positivo di questi ultimi mesi hanno contribuito vari fattori, tra cui i tassi più appetibili ma soprattutto, appunto, un ridimensionamento delle aspettative di chi vende. Le famiglie che cercano casa restano in realtà molto prudenti e sono disposte a spendere cifre contenute: l’importo medio richiesto alla banca, infatti, risulta in calo, fermandosi, a marzo, a 123.331 euro. E’ il valore più contenuto dall’inizio delle rilevazioni del Barometro Crif. Prendendo in considerazione il primo trimestre dell’anno, l’importo medio è stato pari a 124.778 euro, in discesa rispetto ai 127.621 euro dello stesso periodo del 2013. Quasi tre famiglie su dieci, poi, chiedono fino a 75mila euro, e altrettante bussano alla porta delle banche per ottenere tra 100mila e 150mila euro. Quanto alla durata del prestito, la classe di mutui compresa tra i 25 e i 30 anni si conferma quella più gettonata (28,2% del totale).

“In questa fase gli istituti di credito dispongono di maggiore liquidità da impiegare”, spiega Capecchi, ma restano molto selettivi nell’offrirla agli aspiranti proprietari di casa. “Al contempo, le famiglie si stanno confermando estremamente attente nell’individuare le soluzioni in grado di incidere il meno possibile sul reddito disponibile, richiedendo un importo più contenuto rispetto al passato e allungando i piani di rimborso”.