“Arrestate anche me”. Comincia così, la telefonata in cui Gianluca Busato, imprenditore e organizzatore del referendum per l’indipendenza del Veneto sul sito www.plebiscito.eu, commenta l’operazione dei carabinieri del Ros che ha portato in mattinata a 24 ordinanze di custodia cautelare (leggi), di cui 16 in Veneto, nei confronti di un gruppo secessionista, accusato di “aver messo in atto varie iniziative, anche violente”, per ottenere l’indipendenza del Veneto. Lui, quell’indipendenza, almeno online l’ha ottenuta con “due milioni di sì” al referendum del 21 marzo scorso (leggi). Numeri che però Il Corriere del Veneto ha ridimensionato al 10 per cento di quelli dichiarati (leggi)

“Questa inchiesta è una buffonata – dice Busato – esprimo tutta la mia solidarietà a queste persone. Sono solo gli ultimi spasmi che emette la bestia morente dello Stato. Questa volta però non ci sarà il tradimento, il popolo veneto è compatto, vicino e solidale. Siamo per un’azione democratica e pacifica. I numeri sono dalla nostra parte, la rivoluzione digitale non verrà fermata”.

Nelle ordinanze di custodia cautelare per i 24 (gli indagati invece sono 27) emesse dal gip del tribunale di Brescia su richiesta della procura, sono contestati i reati di associazione con finalità di terrorismo, eversione dell’ordine democratico, fabbricazione e detenzione di armi da guerra. Accuse non proprio riconducibili “all’un’azione pacifica e democratica” di cui parla Busato

E un’arma, ritrovata a Casale di Scodosia, nel Padovano, secondo gli investigatori, è addirittura un “tanko” realizzato con un trattore agricolo sul quale è stato montato un cannoncino 12 millimetri.

Obiettivo: arrivare in piazza San Marco. Come 17 anni fa. Un’azione eclatante, nella piazza simbolo per Venezia e anche per i nostalgici della Serenissima. Diverse le «sigle» politiche attribuibili ai 24 arrestati, secondo i primi risultati delle indagini dei Ros. Simboli diversi, ma tutti di galassia secessionista.

«Quello che è accaduto in queste ore è il segnale di uno Stato che ha perso la testa – continua Busato- che fa di tutto pur di non perdere i nostri soldi, i soldi dei veneti. Sono azioni senza vergogna, senza decenza. Un trattore corazzato? Per favore, è ridicolo. Avessero almeno la decenza della serietà. Si vergognino. Quello che dicono non sta in piedi».

La tensione non scende, Busato non condanna l’azione. Non prende le distanze dai 24. Anzi, rilancia. Ride al telefono, ironizza sugli arresti e pensa al complotto. Frena solo un attimo, per ricordare: «Ho letto tutto su internet, eh, io non ne so nulla». E riparte. «E’ stato tutto architettato a tavolino – dice – hanno una paura folle dopo aver visto che 2 milioni di veneti hanno votato il referendum e così corrono ai ripari. Non si comportano come uno Stato serio, continuano con questi giochini di prestigio. Quando faremo accordi patrimoniali con lo Stato italiano ne terremo conto. La smettano di rompere le scatole e se ne vadano dal Veneto».