Rimarrà sotto osservazione almeno per un giorno. Il boss Totò Riina è stato ricoverato martedì pomeriggio per un malore nell’ospedale milanese San Paolo. Inizialmente si era temuto che il capo dei capi, cardiopatico e già operato per l’applicazione di un bypass – fosse stato colpito da un infarto o ictus: il primo elettrocardiogramma evidenziava una anomalia, mentre il secondo avrebbe rassicurato i medici sul fatto che il detenuto al 41bis non corre pericolo di vita. “I familiari di Totò Riina sono stati avvertiti poco fa della gravità delle condizioni di salute del loro congiunto” ha invece detto l’avvocato Giovanni Anania, legale del capomafia, parlando all’Adnkronos: “Riina è grave”. 

Un anno fa al detenuto, imputato nel processo sulla Trattativa Stato-mafia, la Cassazione aveva negato il differimento della pena con ricovero in ospedale. La VII sezione penale della Suprema Corte aveva dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal legale del boss contro il rigetto del differimento della pena, la sospensione del 41 bis e il ricovero in una struttura ospedaliera.

La suprema Corte aveva decretato che il Tribunale di Sorveglianza aveva ben operato (l’ordinanza era del novembre 2011) nel ritenere che gli accertamenti sul padrino, anche dopo l’operazione per l’applicazione del peacemaker fossero ”praticabili in regime di detenzione. Le pressanti ragioni di prevenzione che si impongono – scrivevano gli ermellini – non escludono affatto di fare fronte in modo adeguato alle esigenze di cura”. 

Negli ultimi mesi Riina era tornato prepotentemente protagonista della cronaca giudiziaria per le pesantissime minacce rivolte contro il pm Nino Di Matteo. Il mafioso, ripreso da alcune telecamere piazzate dalla Dia, aveva detto a un altro detenuto: “Gli faccio fare la fine di Falcone”. Il 24 febbraio scorso era stata diffusa la notizia di una lettera di minaccia nei confronti del boss da parte di Falange Armata: “Chiudi quella maledetta bocca”.