C’è modo e modo. Una fotografia oggi si può modificare molto facilmente ma – lo sappiamo – in realtà si è sempre fatto, anche quando era più pericoloso per chi, guardando, non poteva supporlo e dunque credeva ciecamente. Oggi, perlomeno, è diffusa una consapevolezza che – se usata a dovere – può creare i necessari “anticorpi visivi”.
Esiste un caso però, e mi piace parlarne, in cui quanto più il “tranello” è dichiarato, tanto più è credibile. Per una ragione semplicissima: siamo noi che, sedotti e perdutamente innamorati, vogliamo crederci. Di qua il talento dell’amante mentitrice, di là la nostra voglia di continuare a sognarla.

E allora vi racconto la storia dei Fratelli Marvellini.
In questa vicenda che è fotografica, creativa, poetica, colta e geniale, tutto galleggia tra la magia e il mito.
I sedicenti fratelli Marvellini sostengono di essere gli ultimi eredi di una dinastia di fotografi operanti in Milano fin dagli albori delle “immagini fatte a macchina”. Chi li ha preceduti ha lasciato loro un patrimonio immaginifico, tenuto nascosto, di antichi ritratti fotografici. Icone di personaggi già proiettati, loro malgrado, nel futuro: nientemeno che gli antenati degli odierni supereroi.
Ma solo ora i fratelli Andrea e Carlo decidono di aprire questo tesoro mettendo a disposizioni di altrui occhi e altrui cuori tali fotografie, impreziosite da pregiate ed uniche cornici di legno antico intarsiato e dipinto.
E così, usciti a nuova luce, occhieggiano dal tempo di mai e di sempre Goldrake Natante, la Signora Ragnetti, il Batbarbone, Nonno Scudo e via veleggiando in questa galleria di supereroi vintage.
Molti hanno una maschera, e non credo sia estraneo il simbolismo del doppio, concetto così intimamente legato alla fotografia.

L’intera operazione è un atto d’amore verso la fotografia di due amici -fotografi che, non rivelando nemmeno la loro reale identità, hanno costruito un castello di mezze verità per arrivare ad una verità tutt’intera: la qualità, la perizia artigianale, il gusto, la sensibilità, l’ironia, l’originalità, il gioco e la curiosità, se frullati tutti insieme nelle giuste dosi, producono un nettare che può rendere – magari per un solo momento – la vita più leggera e che, tornando coi piedi per terra, testimonia lo spessore enorme degli autori.
Fotografi veri – almeno loro! – che usano autentiche foto d’epoca reperite qua e là e poi, sulla base dell’idea di volta in volta partorita, fotografano nel loro studio gli “accessori” (caschi spaziali, maschere futuribili, eccetera) curando maniacalmente tecniche, emulsioni, illuminazione ed effetti per arrivare ad un risultato assolutamente “coevo” con l’originale.

Si passa poi “alla fusione del tempo” calzando questi oggetti agli anonimi ritratti d’antan in maniera – verrebbe da dire – organica, utilizzando programmi di fotoritocco digitale. Non è finita, poiché il file ottenuto viene stampato ritornando ancora alle antiche tecniche e agli antichi materiali, con tanto di viraggio finale, per ottenere un risultato credibile, emozionante e di qualità fine-art. Giacché, va detto, i collezionisti impazziscono…

Questo mondo immaginario, lontano nel tempo eppure così emotivamente vicino, ha stregato anche altri “creatori di universi paralleli”, tra cui il gruppo musicale Egokid; nel videoclip uscito da pochi giorni unitamente alla canzone Il Re muore (scritta assieme a Samuele Bersani) le Foto Marvellini punteggiano vari passaggi tra musica e parole, in un cortocircuito di grande suggestione potenziata da questo “realismo paradossale”.

Le fotografie dei Fratelli Marvellini (ci piace continuare chiamarli con tale identità pur sapendo che anch’essa è frutto di fantasia, probabilmente un omaggio ai supereroi della Marvel) irrompono nel mezzo del bailamme visivo che ci mitraglia quotidianamente come un raggio di sole nella tempesta.
Oggi l’aria è pura e frizzante, respiriamo a pieni polmoni.

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