Si comincia con un lavello sempre splendente e si finisce per tenere a bada il caos di un’intera casa. È il metodo FlyLady, un sistema che a costo zero promette di far imparare alle donne (ma anche agli uomini) i segreti per tenere in ordine i propri spazi, e soprattutto, per amarsi e credere in se stesse, archiviando per sempre lo stereotipo delle casalinghe disperate. L’idea nasce dall’americana Marla Cilley, l’identità che si cela dietro il nickname The FlyLady, che dal 1999 attraverso un portale e una newsletter con cui dispensa semplici istruzioni giornaliere, è diventata il punto di riferimento per mezzo milione di persone in tutto il mondo nel percorso per organizzare la casa e ritrovare la propria autostima.

In Italia il metodo FlyLady è arrivato nel 2008 e oggi conta oltre 10mila iscritte che seguono i suggerimenti che arrivano quotidianamente da Oltreoceano. Niente a che vedere con i club delle reginette del pulito o le maniache dell’ordine: per FlyLady la cosa fondamentale è ritrovare un’armonia con se stesse e con il proprio spazio. Lo dice anche il termine, che allude a un sistema “leggero” di tenere in ordine la casa, ma che è anche l’acronimo di “finally loving yourself”, ovvero “volerti finalmente bene”, che è l’obiettivo finale del metodo che in America è diventato un vero e proprio business con tanto di merchandising.

Il logo di FlyLady

A diffondere FlyLady in Italia è stata la 34enne Silvia Pagliarini che lo ha scoperto nel 2006 e due anni dopo ha deciso di creare la prima newsletter in lingua italiana: “Le mie amiche erano entusiaste di questo sistema, ma non riuscivano a seguire FlyLady a causa dell’ostacolo dell’inglese, così è arrivata l’illuminazione: tradurre i contenuti delle mail Usa e condividerli con loro”. Nel giro di poco tempo ad aderire al gruppo sono state anche persone esterne, amiche di amiche e poi sconosciute che avevano voglia di approcciarsi al metodo. Oggi oltre alla newsletter sono nati un sito internet e una pagina Facebook intorno a cui gravita la comunità italiana di fan di FlyLady, che annovera persone di tutte le età e le professioni, dalle manager alle casalinghe, senza dimenticare gli uomini. Chi pensa infatti che il metodo sia rivolto solo alle donne, si sbaglia: tra i seguaci, in Italia come in America, non mancano i FlyGuys, che come le colleghe del gentil sesso ambiscono a trovare la strada per non farsi sopraffare dal disordine.

Con il passare degli anni a Silvia si sono aggiunte altre persone che dedicano il proprio tempo libero a divulgare lo stile FlyLady, come Chiara Cresciani, che insieme ad altre 14 amministratrici e 7 traduttrici gestiscono sito, social network e newsletter, riportando fedelmente in italiano tutte le e-mail che arrivano da FlyLady Usa. “Il segreto del successo di FlyLady è che non ti insegna solo un metodo per pulire e rassettare – spiega Chiara – ma anche per goderti la casa senza sensi di colpa e senza perfezionismi, gestendola per piccoli passi, con una mentalità nuova”.

Diventare una FlyLady è facile: ci si iscrive alla newsletter e si seguono le istruzioni che arrivano nella casella di posta elettronica. Il passo iniziale è pulire a fondo il lavello della cucina, un gesto da ripetere quotidianamente come un mantra. Per un mese si eseguono i “baby step”, piccole azioni che vanno dal prendersi cura di sé dalla testa ai piedi, fino al pianificare la cena o scacciare i pensieri negativi dalla testa. Si agisce per passi calibrati, con una terminologia originale che identifica ogni problema e lo affianca a una soluzione. Come gli “hot spot”, quelle parti della casa in vista dove si accumula il disordine (per esempio la sedia in camera o il tavolo del soggiorno), su cui bisogna lavorare di continuo affinché “l’incendio” non divampi. Dopo aver acquisito le “routine della sera e della mattina”, si può passare alle vere e proprie “missioni” che riguardano una zona diversa della casa ogni settimana. E alla fine, assicurano i fan di FlyLady, ci si ritrova a cambiare mentalità e a riorganizzare abitazione e vita, quasi senza nemmeno accorgersene.

Anche l’immagine della donna ne esce vincente, perché, sottolinea Silvia, “FlyLady non detta un decalogo per diventare la casalinga perfetta, ma punta sul gioco e sull’ironia, coinvolgendo tutta la famiglia. Anzi, insegna alla donna a staccarsi dal ruolo della martire che deve sbrigare le faccende di casa, e a non diventare la domestica di nessuno”. Ecco perché, ad esempio, ogni compito o pulizia da fare si deve portare a termine al massimo in 15 minuti, rigorosamente da calcolare con un timer, senza perdersi dentro ai particolari. Scaduto il tempo, si torna alla propria vita. “All’inizio si pensa che in 15 minuti non si riesca a fare nulla, invece se ci si concentra, si ottimizza il tempo e si è molto più produttivi”, racconta Silvia. Quello che però è più importante, nel tentativo di debellare disordine e disorganizzazione e di uscire dal “caos”, inteso da FlyLady come “casa anti ospiti a sorpresa”, è soprattutto ritrovare il proprio benessere. “La casa è per te, non per gli altri, e tu sei la prima persona di cui prendersi cura – conclude Chiara – Il lavello splende perché hai cominciato a volerti bene, e non il contrario”.