Artigiani e commercianti scendono in piazza a Roma, per la prima volta con le cinque associazioni che aderiscono a Rete Imprese Italia. L’organizzazione stima “60mila persone arrivate da tutta Italia” per manifestare in Piazza del Popolo. “Senza impresa non c’è l’Italia. Riprendiamoci il futuro”, è lo slogan: “Vogliamo che il 2014 diventi l’anno di svolta”. 

Video di Annalisa Ausilio

“Il prossimo governo e il Parlamento devono prendere atto di questa grande forza, dell’enorme malessere, delle difficoltà che vivono le nostre imprese e devono cambiare registro, chiediamo al nuovo presidente del Consiglio di convocarci subito”, ha dichiarato il presidente di turno e portavoce di Rete Imprese Italia, Marco Venturi, dal palco della manifestazione che ha portato in piazza commercianti e artigiani di Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti.

Con la crisi “ben 372mila imprese hanno chiuso nel 2013: un’enormità”, ha aggiunto. “Lo Stato tartassa le aziende con una pressione fiscale che ha raggiunto il 66%, anche a causa di una tassazione locale senza limiti. La pesante e persistente crisi economica e l’incapacità politica e istituzionale di affrontare i nodi del sistema e la nostra sofferenza, hanno impedito la ripresa della crescita e dell’occupazione”. Per questo motivo “tutti devono prendere atto che, fuori dalle stanze della politica, c’è un Paese che sta soffrendo”.

Mentre il presidente di Cna, Daniele Vaccarino, ha spiegato che “la politica ci ha deluso, ma non abbiamo perso la speranza, abbiamo perso la pazienza, non siamo sereni, siamo incazzati”, parlando di un “evento storico” a proposito della manifestazione di cui la politica deve tenere conto. “Siamo stanchi, chiediamo rispetto, meritiamo più rispetto”, ha detto invece il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, facendo riferimento alla politica che “sotto elezioni tramuta le richieste degli imprenditori”.

Tra i manifestanti in piazza è arrivato anche l’ex viceministro dell’Economia, Stefano Fassina (Pd): “Dobbiamo dare risposte concrete”, ha annunciato fermandosi qualche minuto con i giornalisti alle spalle del palco: “Il cambio di governo deve servire anche a concentrarsi sulle emergenze economiche e sociali”.

Presente anche una delegazione del Movimento Cinque Stelle e della Lega. “Siamo in piazza del Popolo con le imprese. Le loro istanze – ha affermato in una nota il gruppo Lega del Senato – sono sacrosante. Se sono scesi in piazza e sono numerosissimi è perché sono arrivati al limite. Mai come oggi lavorare è diventato impossibile in questo Paese”.

“Artigiani, commercianti, piccoli e medi imprenditori e lavoratori autonomi chiedono di poter lavorare, di poter fare impresa, di poter pagare le tasse e continuare a offrire un impiego ai propri dipendenti”, ha detto infine Luca Squeri, deputato di Fi presente alla manifestazione. “Quello che prima era orgogliosamente ‘il popolo delle partite Iva’, un universo di vitalità e produttività, ora è un popolo sfinito”.

Lunedì era invece arrivato il commento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso a proposito della manifestazione. “Le imprese hanno ragione di protestare perché sono in difficoltà, sono moltissime e rappresentano quasi un quarto del nostro sistema produttivo”, aveva detto a margine di un convegno a Napoli. Ma aveva anche precisato che “questo sistema è in crisi anche a causa di chi ha investito poco e ha spostato le sue risorse in finanza invece che in attività produttive”.