Il corteo dell’otto febbraio a Roma per abrogare la legge Fini­-Giovanardi sulle droghe avrà come slogan centrale: “Illegale è la legge“. L’iniziativa è promossa da un cartello di associazione come Libera, Antigone, Tilt, Forum Droghe, ed è stata presentata ieri in una conferenza stampa al Campidoglio a Roma. Tutti schierati contro il proibizionismo e la criminalizzazione del consumo di marijuana. L’11 febbraio invece è attesa la sentenza della Corte Costituzionale che dovrà pronunciarsi sulla legittimità della legge. “Non solo la Fini­-Giovanardi è criminogena, ma è anche illegale secondo il giudizio di molti costituzionalisti” afferma Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. “E’ stata introdotta con un emendamento in un decreto di tutt’altra natura che riguardava le olimpiadi­ spiega Gonnella ­inoltre l’equiparazione tra droghe leggere e pesanti viola il principio d’uguaglianza”. “Noi siamo nel medioevo quando intorno a noi tutto cambia, il consumo è molto diffuso, Letta dovrebbe ammetterlo come ha fatto Barak Obama“, aggiunge Alessandro Buccolieri, detto Mefisto, portavoce della campagna. Tra coloro che aderiscono alla manifestazione c’è anche Valeria Grosso, un imprenditrice palermitana che si è ribellata alla mafia e al pizzo, e oggi è alla guida dell’associazione Legalità e libertà. “Togliamo questo business alle mafie ­ è il suo appello alla politica ­ e teniamo sotto controllo quello che assumono i nostri figli”. Il corteo partirà alle 13.00 da piazza della Bocca della verità, attraverserà le vie del centro storico, passando per il Carcere di Regina Coeli, per poi ritornare nel luogo di partenza  di Irene Buscemi