Conoscete gli Ottodix? Abbiamo incontrato il leader della band veneta, Alessandro Zannier. Sentite quello che ha da dire.

Caro Alessandro, recuperiamo le origini. Chi sono e da dove vengono gli Ottodix?

Sono una band trevigiana che ha avuto due vite distinte e che in comune hanno avuto solo il nome e il sottoscritto come punto di continuità. La prima, “Otto Dix” nata nel 1993  ha generato poi “Ottodix” attuale, che ha debuttato discograficamente nel 2003, dieci anni fa.

Cosa ti ha spinto a pubblicare un libro anziché un disco? 

Volevo che la celebrazione dei 10 anni non fosse vista come un momento di stanca creativa del progetto che temporeggia dietro una raccolta, ma un’uscita speciale ancor più ricca di contenuti. Una sorta di “speciale Ottodix” di approfondimento, ma anche il momento per fare il punto e raccontare l’odissea della band. Mi ha spinto l’editor della 001 Edizioni, interessata alla pubblicazione della bio + raccolta cd, spronandomi a descrivere il mondo immaginario celato dietro le canzoni.

“I Fantasmi di Ottodix” fa luce nel sottobosco musicale italiano  degli oscuri anni ’90 e ’00.  È possibile ritenere compiuto il progetto?

Direi di no, ma è un punto di vista interessante e onesto, perché scritto dal basso e vissuto da una band anomala e trasversale. Ottodix ha la tendenza simile ai Depeche di sperimentare suoni, contenuti, armonie, ma rimanendo nella forma classica della canzone, del pop. Questo ha fatto di noi una band che poteva davvero bussare a tutte le porte, ma tuttora sfuggenti; troppo alternativi per il mainstream e troppo pop per l’alternative. Eppure siamo ancora qui e le cose pian piano van sempre meglio.

Detesto il termine “Sottobosco musicale Italiano”, spesso e volentieri è solamente una scusa per appartenere alla pseudo scena alternativa de noantri. Sei d’accordo?

Io faccio la musica che più mi piace, poi se mi etichettano come alternativo o come pop, non mi pongo il problema. E’ verissimo che le “scene musicali” servono per nascondersi “nel mare magnum della maniera”. Infatti ovunque ci metti siamo pesci fuor d’acqua e questo comincia a piacermi.

In tutti questi anni raggiungere il successo è stata una priorità oppure un obiettivo conseguente alla libera scelta della vostra arte? 

All’inizio era un obiettivo abbastanza forte, poi mi sono reso conto che avevo un’etica che fungeva da diga. Mara Maionchi ad esempio, si era innamorata di quello che scrivevo e voleva fare di me una sorta di cantautore dark dalle sfumature nazional popolari. L’amore comune per il pop ci aveva fatti trovare allo stesso tavolo, ma poi il mio filtro è intervenuto in modo naturale (e anche il suo). 

Arrivando al presente, la raccolta annessa al libro è sostanziosa! Che cosa ci puoi dire?

Abbiamo raggruppato tutti e 15 i singoli pubblicati finora, nelle versioni radio edit, spesso non presenti negli album, e singoli non inclusi in alcun album, più un inedito del 1999 riarrangiato per archi e il singolo di lancio “Ipersensibilità”. Un cd insomma che contiene versioni di brani difficilmente reperibili e tutti ordinati dall’ultimo al primo. Si intitola “O.DIXEA”.

Voglio lanciarti una piccola provocazione: non credi che arrivare al best of per un gruppo sia un momento delicato? Nella maggior parte dei casi può voler significare l’inizio della fine…

Hai ragione, ma è un’esigenza imprescindibile fare il punto, fissare un periodo e consegnarlo intero agli altri. Vedete? Abbiamo fatto questo e ora possiamo anche morire o continuare reinventandoci. Tutto deve cambiare, ma se si aggiungono mattoni invece che demolire, il passato diventa una base solida per salire più in alto.

In verità l’operazione mi piace e ritengo sia realmente originale, proviamo a definirne in pillole il tratto.

Il protagonista è un mio alter ego artista visivo (come me nella vita) che racconta quattro episodi a un misterioso “specialista”. Nel primo racconto scopre un’opera in un museo firmata da se stesso e da lì in poi avverte la presenza di un intruso, un suo doppio. Nel secondo questa presenza si fa più minacciosa con l’andare del tempo. Nel terzo si rifugia nei social network, dove però gli alter ego proliferano già, mentre nel quarto, in una Zurigo invasa da mille suoi doppi, arriverà a scoprire l’inquietante verità in un finale tra Agatha Christie e Isaac Asimov. Il libro vuol’essere un’ allegoria della mia vita d’artista, musicista e creativo, diviso tra più anime, dentro e fuori dalle mie canzoni, per mostrare alla radice il tipo di immaginario del progetto Ottodix.

In questi anni quali sono state le collaborazioni o gli incontri più interessanti e fruttuosi del vostro percorso?

Sicuramente l’incontro con Garbo ci ha dato una forte motivazione e una bella visibilità mediatica; dopo averlo accompagnato in tour anche come sua band on stage, ha prodotto tramite la sua label Discipline il nostro secondo album “Nero”. Sua è anche l’introduzione del libro. Poi ci siamo imbattuti in personaggi estremamente diversi, da Madaski degli Africa Unite, a Luca Urbani, ai DeltaV con i quali abbiamo anche collaborato.

E ora anche un album che riguarda voi e le vostre collaborazioni. Vuoi parlarcene?

Si, in effetti la novità del momento è che stiamo pubblicano una raccolta di brani di Ottodix eseguiti da amici, colleghi e maestri. Insomma, di cover. E ne siamo molto onorati. C’è Madaski, Garbo, G. Kalweit (DeltaV, Kalweit and the Spokes), Luca Urbani (Soerba e Fluon), ma anche nuovi nomi della scuola electro wave italiana, come Das Modell, Delenda Noia, Stardom e musicisti da altri ambienti musicali, come Eleonora Beddini.

L’album si intitola “Remakes Ottodix” e uscirà scaricabile dalla rete.

Libro, tour e raccolta, l’anno appena cominciato si apre sotto i migliori auspici…

Si, in agosto abbiamo presentato il singolo inedito “Ipersensibilità” che è andato molto bene nelle chart. Il tour si è spostato attraverso club, librerie, teatri, festival del libro e altre situazioni. Proseguiremo fino a giugno, poi ci concentreremo sull’uscita dell’album/cortometraggio “Chimera”, previsto per ottobre.

Ale? “Non te ne vai di qui” se prima non mi dai le tue nove!

Ci provo:

9 canzoni 9 di Alessandro Zannier

Lato A

The Love Thieves • Depeche Mode

Utopia • Goldfrapp

All Is Full of Love • Bjork

Protection • Massive Attack

Lato B

I’m Deranged • David Bowie

Holidays For Pliwood • Tuxedomoon

Novecento • Paolo Conte

Prelude à l’Après-midi d’Un Faune • Debussy

Rain • Sakamoto