“Stanno facendo la legge elettorale per fermare la variabile impazzita del Movimento 5 Stelle“. Beppe Grillo si presenta davanti alla stampa estera in una conferenza stampa per parlare di Fiscal compact e Unione europea, ma le domande chiedono subito conto della riforma del sistema di voto che sta monopolizzando la politica italiana. “Questi cambiano la legge di notte, con un condannato scortato dalla polizia e con il beneplacito del Capo dello Stato. Noi saremo tagliati fuori, non avremo scampo per andare a governare. Immaginate il ballottaggio tra noi e il Pd: a chi indirizzerà il voto Berlusconi con le sue tv e i giornali? Lo sappiamo che non abbiamo scampo per andare al governo”, ribadisce. “Loro stanno facendo qualcosa che non gli ha chiesto nessuno” perché una “legge elettorale per tornare al voto c’è”, dopo “la sentenza della Consulta. Ed è grave il mutismo di Napolitano e di Letta“. L’attacco del leader è anche e soprattutto per Matteo Renzi, il segretario democratico che ha incontrato Silvio Berlusconi nella sede del Pd per discutere la bozza. Un progetto fortemente criticato dai 5 stelle, nato da un incontro che secondo Grillo nasconde la volontà del Cavaliere di “dettare la linea” al segretario democratico. “Dietro l’ebetino c’è il condannato”, ha commentato. “Renzi è andato da Berlusconi ad Arcore e il condannato gli ha dettato la linea – ha aggiunto – si è messo la camicina bianca ed è salito sul camper, scopiazzando il nostro programma”.

I giornalisti esteri chiedono un bilancio critico sull’anno trascorso dal Movimento 5 Stelle in Parlamento. E Grillo attacca il Presidente della Repubblica: “Noi abbiamo preso il 25%, poi c’è stato questo ‘colpettino di Stato‘ di Napolitano che si è riunito con due persone una sera e ha fatto le larghe intese per bloccarci. Ci vedono come una anomalia. Dobbiamo avere a che fare con chi ti dice una cosa in faccia e poi ne vota un’altra. Vivono con le proposte in tv: ‘siamo contro gli F35’. E poi votano a favore. A questi non gliene fotte niente del Paese. E’ un sistema che non funziona più, è un sistema di lobbies“. Parlando di legge elettorale non ammette nessuna alleanza con gli altri partiti: “Le preferenze? Non abbiamo preclusioni se il Pd fa una buona legge la votiamo. Tuttavia la proposta arrivata in Parlamento sembra scritta apposta per tenere fuori il M5s. Noi una proposta l’avremo presto, noi non facciamo nessuna alleanza, non siamo consociativi: noi siamo stati votati perché io sono andato in piazza a dire ‘tutti a casa’“.

La prima parte della conferenza stampa è stata dedicata a un’analisi della posizione del Movimento 5 Stelle sul Fiscal Compact. “Noi siamo stati i primi a chiedere di rinegoziare il Fiscal Compact con una mozione. Il Pd ha votato ‘no’e se ne vanta”. La posizione del gruppo in Europa sarà quella di non allearsi con nessun gruppo: “Noi per adesso andiamo da soli alle elezioni europee (senza collocamento con qualche gruppo europeo), se poi ci sarà qualche gruppo tedesco o finlandese con cui fare massa critica, vedremo”.

Grillo invita anche il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza alle dimissioni. “Speranza si dimetta per il caso del lobbista Tivelli – dice – Speranza fa un emendamento sulle pensioni d’oro: bellissimo, lo avremmo votato. Ma dopo una telefonata l’emendamento scompare. Abbiamo intercettato la telefonata e fatto espellere il lobbista. Ora dopo il lobbista dobbiamo cacciare il lobbizzato”. Uno dei punti criticati dal leader è ancora quello dell‘informazione. “La comunicazione è il vero cancro di questo Paese. Non riusciamo ad avere una comunicazione normale. Noi siamo il primo partito in Italia – aggiunge il leader M5S – abbiamo bisogno di essere considerati come tali. Solo ora la stampa si sta ammorbidendo nei nostri confronti. Io voglio essere mandato via dai cittadini, non da questi cartoni animati”.

Finito l’incontro con i cronisti stranieri, il leader ‘stellato’ incontra i deputati e poi si sposta al Senato. Ci sono tutti ad accoglierlo ad eccezione di 3-4 parlamentari. L’unico ad esprimere un minimo di dissenso è il siciliano Francesco Campanella: “No, non lo incontro – afferma – Il problema è come incontrarsi: fermarsi un attimo, confrontarsi sulla legge elettorale o parlarne quando ormai gli altri già stanno votando”. Sulla stessa linea l’altro ‘dissidente’ Lorenzo Battista. Lui Grillo lo ha salutato ma si lamenta di essere stato ‘scaricato’ verso Casaleggio: “Comunque quando Beppe viene a trovarci sarebbe bello saperlo con un po’ di anticipo. Se queste cose si organizzano prima, sarebbe meglio…”.

Grillo gli replica a stretto giro. “I dissidenti? Se due o tre fanno un pò di critiche.. Se non ci fossero bisognerebbe inventarseli. Sono due o tre su 160! 160 tutti con la stessa testa sarebbe pericoloso! – replica – Ognuno dice la sua, anche io dico la mia. Poi c’è la maggioranza che decide. Se Battista dice di parlare con gli altri sulla legge elettorale e gli altri dicono di no decide la maggioranza. Sull’immigrazione io ho detto di no poi a decidere è stata la maggioranza”. Infine la sfida. “Andiamo in Europa e vinceremo le elezioni: il Movimento o vince o perde. E se gli italiani decidono che non ci vogliono io prenderò una decisione diversa, se ho sbagliato lascio”.