La parola d’ordine era “tagliare”. Eppure, nonostante la massiccia spending review, in Sicilia alla fine i portaborse sono aumentati: all’ultima conta sono 175 per 90 deputati, quasi due assistenti per ogni parlamentare, il venti per cento in più rispetto alla scorsa legislatura. Nonostante il Parlamento siciliano sia l’unico consiglio regionale d’Italia che può contare su 86 collaboratori interni fissi (che cambiano gruppo parlamentare ad ogni legislatura a seconda delle necessità) a Palazzo dei Normanni sono comparsi durante il periodo natalizio nuovi assistenti parlamentari. Effetto dei tagli, che in Sicilia invece di fare diminuire le spese le fanno schizzare verso l’alto: un caso più unico che raro.

L’anno scorso Palazzo dei Normanni aveva stabilito la cifra massima di tremila e cento euro al mese erogata ad ogni deputato per pagare i propri assistenti, tagliando di fatto mille euro rispetto al contributo che in passato doveva servire per generiche spese di segreteria. In più si impone ad ogni parlamentare di rendicontare ogni centesimo del contributo erogato dall’Ars, in modo da eliminare gli indecenti casi di collaborazioni retribuite in nero. La nuova norma avrebbe dovuto avere il duplice effetto di far abbassare la spesa annuale che l’Ars sostiene per le cosiddette attività di supporto ai deputati, mentre allo stesso tempo sarebbe dovuto diminuire anche il numero dei portaborse. Il condizionale però è d’obbligo, dato che in nessun caso la legge fa cenno al numero massimo di portaborse da assumere.

Una sorta di deroga alla norma poi prevedeva che tutti gli assistenti assunti con regolare contratto entro il 31 dicembre 2013 sarebbero potuti rimanere in carica fino alla fine della legislatura. È per questo che all’Ars il Natale ha portato in dono soprattutto contratti da portaborse nuovi di zecca. La corsa al contratto dell’ultimo minuto non ha risparmiato nessuno: il Pd ha raggiunto quota 30 assistenti parlamentari per 17 deputati, il Pdl ne ha assunti 23, l’Udc si è fermato ad 11, e tra questi ci sarebbero anche quelli dell’onorevole Alice Anselmo, che per sua stessa ammissione li avrebbe assunti con contratto da colf e assistente domestica. Neanche il Movimento Cinque Stelle si è sottratto all’assunzione di 17 nuovi assistenti parlamentari, che insieme a quelli che già lavoravano al gruppo parlamentare, raggiungono quota 29 per 14 deputati.

“Con quali soldi vengono pagati i nuovi collaboratori del gruppo dei Cinquestelle all’Ars?” ha attaccato velenoso Antonio Venturino, ex deputato del Movimento Cinque Stelle, oggi passato al gruppo Misto. “Noi siamo gli unici ad avere agito alla luce del sole e solo in seguito a una consultazione della base del movimento, con tanto di votazione pubblica, per avere il via libera per un ampliamento da tempo necessario alla nostra attività politica e per permetterci di operare nel migliore dei modi, per il solo bene dei siciliani” replica Giancarlo Cancelleri, capogruppo dei CinqueStelle all’Ars. La corsa all’assunzione di nuovi portaborse però ha coinvolto tutto il palazzo: il record appartiene forse ai deputati Michele Cimino, Paolo Ruggirello e Marco Forzese che possono disporre di quattro assistenti a testa. Il totale raggiunge la cifra record di 175 portaborse, quasi due per ognuno dei 90 deputati. Alla collettività costeranno circa tre milioni e mezzo di euro all’anno, più altri quattro milioni che invece servono per pagare lo stipendio agli 86 dipendenti interni all’Assemblea. Effetto dei tagli, che in Sicilia con le sottrazioni matematiche hanno ben poco a che fare.

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