“Deve decidere una volta per tutte se riconoscere il presidente del Consiglio”. E ancora: “O si riconosce nel governo o non va avanti”. Infine: “Non può incontrare il pregiudicato Berlusconi nella sede del partito”. Parole e avvertimenti firmati rispettivamente da Alfano e dalla sinistra Pd. Unico, comune denominatore è il destinatario: Matteo Renzi. Il futuro della macchina di governo dipende dalla tenuta di due improvvisati semiassi: uno è formato da Nuovo centrodestra e cuperliani, l’altro – ancor più strambo – dal sindaco di Firenze e da Silvio Berlusconi. Il primo è in pressing sul segretario democratico, a cui viene chiesto di esser chiaro sul sostegno a Enrico Letta; il secondo, invece, si fonda sul dialogo (e su una possibile comunione d’intenti) circa il sistema elettorale che sostituirà il Porcellum. Ma mentre in quest’ultimo caso i contatti tra il sindaco di Firenze e gli emissari del Cavaliere ci sono ma non si vedono, per quanto riguarda gli avversari (interni ed esterni al partito) del sindaco di Firenze le rimostranze e le richieste sono pubbliche. E per questo fanno rumore. 

Già i tempi la dicono assai lunga sul modus operandi del fuoco amico nei confronti dell’ex rottamatore. Ieri sera, infatti, le aree Cuperlo e Bersani del Pd si sono riunite per definire la linea comune da seguire in vista della direzione democratica in programma domani (sarà la prima in diretta streaming). Risultato? La sinistra del Pd chiederà al segretario risposte nette in particolare sulla riforma della legge elettorale, rimandando al mittente l’ipotesi di accordo con Forza Italia su questo tema. Ma non solo. Altra vicenda di importanza campale per cuperliani e bersaniani è il rapporto del Pd con ciò che rimane dell’esecutivo di larghe intese. “Il governo non può essere sostenuto dalla minoranza Pd” ragiona un anonimo esponente bersaniano, secondo cui “o Renzi si riconosce nel governo o non va avanti”. Insomma, a Renzi che dice e ripete di esser leale con Letta, i ‘democratici di sinistra’ chiedono fatti e non parole. 

La sinistra del Pd all’attacco di Renzi su riforma elettorale e sostegno a Letta
Stesso, identico discorso fatto da Alfano, il quale accusa il sindaco di Firenze di poca chiarezza sul sostegno al presidente del Consiglio. La sinistra del Pd, però, va anche oltre e non nasconde la propria differenza di vedute per quanto riguarda il post Porcellum, con la maggior parte dei cuperliani che ribadisce la preferenza per il doppio turno. La risposta del sindaco di Firenze non si è fatta attendere. Ed è arrivata via Twitter: “Legge elettorale. Le regole si scrivono tutti insieme, se possibile. Farle a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato” scrive l’ex rottamatore, che in un colpo solo risponde sia al vicepremier, sia alle anime democratiche ostili. Da questi ultimi, tuttavia, il messaggio a Renzi rimane. Ed è molto chiaro: dopo che la Consulta ha dato vita a un sistema che, con le preferenze, ridà ai cittadini il potere di scelta, non si fanno passi indietro con accordi con Berlusconi per sistemi, come lo spagnolo, che mettono tutto nelle mani del segretario, il quale può ‘scegliersi’ i parlamentari. Sull’altra questione ‘calda’, quella delle primarie per i segretari regionali, invece, in direzione non dovrebbero esserci problemi: si va verso un ok di massima all’election day in programma per il 16 febbraio (come chiesto dai renziani), ma con la possibilità per i territori di chiedere deroghe per avere più tempo e svolgere i congressi comunque entro il 31 marzo.

Ma c’è anche dell’altro. Chi ha partecipato alla riunione dell’area Cuperlo (che, non va dimenticato, in direzione ricopre il ruolo di presidente del Pd) riferisce che si è pure ragionato del rapporto tra partito e governo anche nell’ottica di un eventuale rimpasto. Il ritornello è sempre lo stesso: “O questo governo diventa il governo anche di Matteo Renzi o non va avanti. Non si è mai visto un esecutivo sostenuto dalla minoranza interna di un partito e non dalla maggioranza del segretario…”. Quanto alla legge elettorale, la posizione della sinistra del Pd è riassunta da Alfredo D’Attorre: “Nella riunione di ieri, la maggior parte di noi si è espressa per un sistema elettorale a doppio turno e senza liste bloccate. Non vorrei che Berlusconi e Renzi si mettessero d’accordo per un sistema, come lo spagnolo, a liste bloccate così scelgono di nuovo chi mettere in lista…”. Il punto, neanche a dirlo, sono le preferenze: “Va ridata la possibilità ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti, come prescritto anche dalla Consulta. La Corte – aggiunge D’Attorre – ci ha fornito un sistema elettorale che, pur non garantendo la governabilità nella situazione attuale, è comunque un sistema democratico. Non torniamo indietro rispetto alla sentenza della Consulta producendo, magari, una riforma che si presta a rischi di incostituzionalità. La contrarietà alle liste bloccate – prosegue D’Attorre – è trasversale alle mozioni congressuali. Mi chiedo ad esempio se fossero proposte cosa farebbe Giachetti?”.

D’Attorre: “Renzi non incontri il pregiudicato Berlusconi nella sede del Pd”
Sul rapporto Renzi-Berlusconi, poi, D’Attorre dice anche altro. E non risparmia critiche al ‘suo’ segretario. “Sento dire di incontri con il Cavaliere al Nazareno – dice l’esponente bersaniano – Immagino che Renzi sarà cauto su mosse che possano resuscitare politicamente Berlusconi” e non incontri “un pregiudicato alla sede del Pd”. In tal senso, per D’Attorre “sarebbe ben strano fare le segreterie nei comitati elettorali delle primarie e gli incontri con Berlusconi alla sede del Pd. Immagino che anche Renzi avrà cautela e attenzione”.

La risposta dei renziani: “Sì a governo con Silvio e no al dialogo?”
Sull’opportunità di un incontro e un dialogo con Berlusconi, però, l’area renziana del Pd non le manda a dire e si affida alle parole di Isabella De Monte: “Abbiamo fatto un governo con Berlusconi, incredibile che oggi si contesti un dialogo con Forza Italia, come con tutti gli altri partiti, sulla legge elettorale” dice la componente della Direzione Pd. “Il modo migliore per differenziarsi da Berlusconi – sottolinea la parlamentare – è fare l’esatto opposto di quello che fece il leader di Forza Italia con il Porcellum. Ricordo inoltre che in commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama, fu il Pd a trovare un mezzo accordo con il partito di Berlusconi, poi naufragato”. L’incontro tra Renzi e il Cavaliere, quindi, si farà ed è la stessa De Monte a confermarlo: “Renzi oggi ha incontrato Alfano e Vendola, naturale che prosegua i contatti con gli altri leader”. 

Civati: “Renzi vuole votare a maggio”
Oltre a cuperliani e alfaniani, a chiedere trasparenza a Renzi c’è anche Pippo Civati. “Penso che Renzi voglia andare a votare a maggio, penso che quello che ha sempre negato ormai sia fin troppo visibile” dice il terzo classificato alle primarie Pd di dicembre. Che va anche oltre: “Io sono d’accordo, l’ho sempre sostenuto, e se fossi in lui a questo punto lo direi invece di continuare a fare distinguo – dice Civati – E siccome non si tratta di un romanzo giallo, noi vorremmo che ci fossero pagine chiare non solo pagine in controluce dalle quali interpretare se Renzi preferisce una cosa piuttosto che un’altra”. In tema di riforma elettorale, poi, il deputato lombardo spiega che alla direzione di domani ribadirà la sua preferenza per il Mattarellum: “Sono perché questa questione del governo si chiarisca una volta per tutte e sono perché sulla legge elettorale si scelga il Mattarellum del Senato con poche correzioni”. Poi annuncia: “Ho una proposta di legge di riforma del Senato che presenteremo a Renzi e alla direzione del partito e ho proposte su come far ripartire la partecipazione interna al Pd perché per ora questo è affidato all’estro dei singoli”.

Ncd avvia consultazioni in maggioranza per legge elettorale
Oltre alle parole, però, il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano passa anche ai fatti per quanto riguarda la nuova legge elettorale. Alla Camera, infatti, il gruppo che fa riferimento al vicepremier ha avviato una serie di incontri con i gruppi della maggioranza. Il capogruppo Enrico Costa, insieme ai deputati di Ncd membri della I commissione, ha avuto oggi un primo confronto con la delegazione di Per l’Italia, guidata dal capogruppo Lorenzo Dellai. Per domani, invece, è in programma un incontro con Scelta civica. L’intento, spiega Ncd, è creare un terreno per un accordo sul sistema di voto innanzitutto all’interno della coalizione di governo.

Renzi incontra leader di partito. Brunetta: “Vedrà anche Silvio”
Dal canto suo, invece, Matteo Renzi punta a stringere sulla riforma del voto e sta organizzando una serie di colloqui con i leader dei vari partiti. Oggi ha visto a pranzo il leader di Sel Nichi Vendola, mentre poco prima – secondo quanto riporta l’Ansa, è stata la volta di Angelino Alfano. Domani, invece, sarà la volta del premier Letta. E Berlusconi? Renato Brunetta non ha dubbi: “L’incontro tra Berlusconi e Renzi ci sarà, anche perché è stato proprio il nuovo segretario del Pd a dire che vedrà tutti i leder politici” sottolinea il capogruppo di Forza Itala Camera è stato chiesto di esprimere un giudizio sui malumori per l’incontro tra Renzi e Berlusconi: “Se i malumori vengono dal Pd – afferma Brunetta – lo dicano con franchezza. Il vero problema è che il governo Letta versa in stato comatoso. Prima va a casa e si va a votare, meglio è”.