Massimiliano Allegri non è più l’allenatore del Milan. Il club rossonero ha annunciato l’esonero del tecnico con una nota, all’indomani della sconfitta contro il Sassuolo. La squadra è stata momentaneamente affidata a Mauro Tassotti, che fino ad oggi ha ricoperto l’incarico di vice di Allegri. Con una nota ufficiale, il Milan comunica “di aver sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra, con effetto immediato, il Signor Massimiliano Allegri e il suo staff”. Il Milan “desidera ringraziare il Signor Allegri e il suo staff per l’opera svolta e augura loro i migliori successi professionali. La squadra è provvisoriamente affidata alla guida tecnica del Signor Mauro Tassotti”.

Quel “provvisoriamente” è un chiaro segnale che la scelta di Tassotti rappresenta una soluzione tampone nell’attesa dell’ingaggio di un nuovo allenatore. Il ballottaggio è tra due protagonisti della storia recente del Milan, Filippo Inzaghi, tecnico della primavera, e Clarence Seedorf, ancora in attività al Botafogo, in Brasile. Quest’ultimo sembra favorito agli occhi della famiglia Berlusconi e alla luce delle ultime dichiarazioni della sua manager, Deborah Martin. La procuratrice ha aperto uno spiraglio sull’approdo dell’olandese alla panchina rossonera, precisando che esiste una clausola “che gli permette di lasciare il club in qualsiasi momento, senza penale, a meno che non vada a giocare in un altro club”. E ha aggiunto: “Vorrei anche sottolineare che Seedorf adesso ha tutte le carte in regola per allenare e ha fatto tutti i passi necessari sia in Olanda che in Brasile”. Seedorf, che sta per ottenere il patentino per allenare in Brasile, porterebbe con se al Milan un altro ex rossonero, l’olandese Jaap Stam, attuale vice allenatore dell’Ajax. Per quanto riguarda Inzaghi, invece, sembra che la dirigenza rossonera voglia evitare di “bruciare” il giovane allenatore che sta facendo bene con le giovanili.

In attesa del nome del suo successore, Massimiliano Allegri si è recato questa mattina a Milanello per salutare la squadra. Si chiudono così tre anni e mezzo di gestione del tecnico livornese, diventato allenatore del Milan nel 2010, chiamato a sostituire Leonardo. Nella sua carriera in rossonero, il tecnico ha vinto uno scudetto nella stagione 2010/11 e una supercoppa italiana. Si tratta del quinto allenatore esonerato nell’era Berlusconi, dopo Liedholm, Tabarez, Zaccheroni e Terim, e della settima panchina saltata quest’anno in serie A. Dopo l’ennesima sconfitta, la dirigenza ha deciso di imprimere una svolta alla deludente stagione del club: i rossoneri sono undicesimi in classifica, a 30 punti di distanza dalla capolista Juventus e a soli 6 punti dalla zona retrocessione.