E’ stato estratto vivo dopo 12 ore, l’ingegnere di 57 anni che sabato mattina è rimasto sepolto dalle macerie dopo il crollo della palazzina nel centro storico di Matera. Un vigile del fuoco ha sentito la sua voce chiedere “aiuto” ed è riuscito a individuarlo. Una volta liberato, l’uomo, è stato accolto dagli applausi dei presenti e trasportato in ambulanza all’ospedale. Sale così a sette il numero delle persone salvate, ma un’insegnante di 31 anni rimane ancora dispersa. Intorno alle 7.30 di sabato mattina un palazzo adibito a condominio con quattro appartamenti è crollato. I vigili del fuoco, intervenuti sul posto, hanno iniziato a scavare per cercare i dispersi. Una donna di 38 anni è stata individuata grazie ai suoi lamenti e in due ore è stata liberata: i soccorritori hanno dovuto scavare con le mani per evitare ulteriori crolli.

I vigili del fuoco hanno cercato di mettere in sicurezza la zona dal rischio di ulteriori crolli. In via precauzionale, sono stati sgomberati due edifici attigui alla palazzina. Sul posto è arrivato anche il pm della città lucana, Annunziata Cazzetta. Intanto la procura del capoluogo di provincia ha aperto un’inchiesta contro ignoti per omicidio colposo. Le indagini sono condotte dai carabinieri. 

“Tremava tutta la casa”, racconta una testimone, Annamaria disabile di 50 anni, “c’era tantissima polvere, sembrava il terremoto e credevo di morire. Io cammino con difficoltà, sono ancora viva solo perché mi ha salvato un uomo romeno, che mi ha presa in braccio e mi ha portata giù”. Da alcuni giorni, dalle informazioni raccolte, gli abitanti della zona avevano notato alcune crepe sulla facciata della palazzina. Gli inquirenti stanno valutando anche l’ipotesi che il crollo sia stato dovuto ad alcuni lavori in corso nei locali al pianterreno dell’edificio

Il primo cittadino Salvatore Adduce ha precisato che la palazzina crollata “non era un edificio fatiscente”. Una versione confermata anche dal viceministro dell’interno Filippo Bubbico che, arrivato sul luogo del crollo, sta dando una mano ai soccorritori: “Le condizioni della palazzina crollata e della zona in cui si trovava non sono di degrado”, ha precisato telefonicamente a Rainews24. Bubbico ha confermato che sono stati sgomberati due edifici adiacenti allo stabile. “Bisognerà capire – ha aggiunto – le ragioni del crollo. Al piano terra stavano eseguendo dei lavori, a causare l’incidente potrebbero essere state delle imperizie nell’attività. Bisognerà capire esattamente cos’è successo”.

E in serata il Comune di Matera ha reso noto che “non ha autorizzato alcun lavoro”. Lo ha dichiarato il sindaco Adduce, dopo una riunione con i tecnici del Comune sull’ipotesi che il crollo sia da mettere in relazione con lavori che sarebbero stati eseguiti al piano terreno del palazzo: “L’inchiesta della Procura della Repubblica – ha aggiunto – ci darà modo di risalire alle cause della tragedia”. 

”Era un inferno, c’era un fortissimo odore di gas, una nube di polvere e poi tutti urlavano”. Geo Coretti abita nel palazzo di fronte all’edificio crollato ed è stato tra i primi a filmare con il suo smartphone le immagini della tragedia di Matera. “Io – racconta – ho sentito il boato e mi sono precipitato per strada con mia moglie e i miei figli. Ho capito subito che la situazione era drammatica e ho visto gli inquilini, tutti imbiancati di polvere, scappare. E’ stato davvero terribile”. Un altro residente della zona, Vincenzo Rosiello, racconta ‘di aver soccorso una signora in transito con la sua “Fiat Panda”: “Era molto spaventata, l’auto era ricoperta di polvere, ma per fortuna era illesa”.

Il Comune sta organizzando l’ospitalità delle persone che abitano anche nei palazzi vicini a quello crollato, interessati da ordinanze di sgombero e, da sabato mattina, ha collaborato al soccorso “sanitario e psicologico” di chi è stato coinvolto nel disastro, direttamente o indirettamente.