Quando sul blog di Beppe Grillo e i relativi social network vengono pubblicati post sull’economia, l’Europa e le lobby leggiamo spesso tra i commenti degli utenti la parola Bilderberg (a proposito si scrive Bilderberg, non Binderberg, Bilderbergh e simili).

Al club Bilderberg, un meeting annuale tra le persone ai vertici delle più grandi banche, istituzioni, aziende e governi del mondo, vengono attribuite da questi lettori e da tutti i teorici del complotto le più oscure nefandezze. Le teorie più intrepide vedono i leader mondiali durante la tre giorni del meeting in un prestigioso Hotel 5 stelle lusso dividersi tra partite di golf e rituali satanici orgiastici mentre decidono di scatenare guerreepidemie e crisi economiche globali.

L’interessamento nei confronti del club Bilderberg non è solo ad opera dei sostenitori del M5s ma anche di alcuni suoi rappresentanti eletti in Parlamento come Carlo SibiliaPaolo Bernini i quali lo scorso anno partirono per Watford, a nord di Londra, per indagare su cosa avvenisse realmente all’interno dell’hotel The Grove dove si teneva la discussa riunione a porte chiuse. Le porte chiuse sono una prerogativa del meeting Bilderberg alla base dei sospetti.

Per capire che durante la riunione del gruppo Bilderberg vengano prese importanti decisioni a livello mondiale basta leggere la lista dei partecipanti, pubblicata anche sul sito ufficiale. È quindi giusto pretendere trasparenza.

Ma attenzione, dovete sapere che sposando e divulgando tutto il corredo complottistico associato al Bilderberg si va incontro a due seri pericoli: perdere di vista le reali cause alla base dei problemi mondiali e sostenere l’antisemitismo.

Che si perdano di vista le reali cause degli avvenimenti e con esse il filo dei ragionamenti è evidente nel caso di alcuni lettori del blog di Grillo quando in un post in cui lui addita l’Unione Europea e le lobby come causa dei problemi, essi vadano subito a finire fuori tema parlando di massoneria e Bilderberg, senza capire il ragionamento, condivisibile o meno.

Il punto più grave, sul quale alcuni teorici della cospirazione sono sicuramente in modo inconsapevole fautori è l’antisemitismo. Senza saperlo essi sostengono teorie nate e divulgate da razzisti per portare l’opinione pubblica ad odiare gli ebrei.

Lo studio della comunicazione e le esperienze personali mi hanno portato ad approfondire il tema della propaganda e dei suoi meccanismi.

Illuminati, Bilderberg, Trilaterale, rettiliani, rapimenti alieni, Nuovo Ordine Mondiale sono alcune voci della cosiddetta teoria della cospirazione o del complotto. Buona parte di queste tesi su un ristretto gruppo di persone dedito all’adorazione del male che governa in segreto il mondo, derivano da una pubblicazione del 1903 dal titolo I Protocolli dei Savi di Sion. In questi Protocolli, pubblicati per la prima volta in Russia, leggiamo i consigli di un gruppo di anziani che insegna ai giovani ebrei come controllare il mondo attraverso la finanza e la manipolazione dell’opinione pubblica. La massoneria sarebbe inoltre solo uno strumento ad uso degli ebrei per ordire i loro complotti. Il testo fu alla base di successive opere, il Mein Kampf di Adolf Hitler compreso.

Già nel 1921, pochi anni dopo la sua pubblicazione, il Times di Londra ed altri studiosi internazionali pubblicarono le prove che attestavano che i Protocolli dei Savi di Sion erano un falso. Un’opera di propaganda prodotta in realtà dalla Ochrana, la polizia segreta zarista per fomentare odio e sospetto nei confronti degli ebrei quali ideologi del bolscevismo che minacciava il regime dello zar Nicola II. Ormai la macchina della disinformazione aveva fatto il suo corso e tutt’oggi questi testi vengono considerati attendibili da molti.

Gli ingredienti delle attuali teorie della cospirazione sono presenti nei Protocolli. Negli Stati Uniti questa verità sulle origini antisemite delle teorie del complotto è più diffusa che in Italia in quanto i suoi più accesi sostenitori sono organizzazioni dichiaratamente razziste come il Ku Klux Klan, la Aryan Nations, riviste e siti pubblicati da gruppi neonazisti

David Icke, uno dei più celebri teorici del complotto, sostiene che il mondo sia governato da 13 famiglie legate da precise linee di sangue (una razza) i cui membri sarebbero rettiliani, ovvero mezzi uomini e mezzi rettili che quando sono lontani dai nostri occhi possono tornare liberamente alle loro sembianze di lucertoloni di tre metri. Fra questi uomini lucertola vediamo la Regina Elisabetta II, i Bush e le famiglie più potenti del mondo. Icke fu accusato di riferirsi agli ebrei, che chiamava rettiliani per evitare la censura. Subì duri attacchi mediatici e persino aggressioni fisiche. La sua carriera fu seriamente messa in pericolo. Alla fine dichiarò pubblicamente che quando parlava di lucertole giganti, si riferiva veramente a lucertole umanoidi di tre metri. Ha preferito passare per pazzo che per nazista e la sua carriera ne ha beneficiato.

All’obiezione che tra i membri del Bilderberg ci siano molti non ebrei, questi suprematisti bianchi o ariani americani, questi neonazisti sostenitori della teoria del complotto, rispondono che indagando sull’albero genealogico dei partecipanti emerge che in realtà essi sono ebrei ma lo vogliono nascondere. Per un quadro dettagliato delle organizzazioni razziste americane dietro queste teorie vi consiglio di leggere Loro: i Padroni Segreti del Mondo, di Jon Ronson, autore famoso per il libro da cui è tratto il film L’Uomo che Fissa le Capre.

Quindi, ogni volta che un gruppo di persone viene identificato come causa di tutti i mali ricordate cosa è successo l’ultima volta che le masse ci hanno creduto. Se supportate un movimento politico e a maggior ragione se lo rappresentate avete la responsabilità di indagare sulle fonti delle vostre accuse. Scoprirete che spesso si tratta di propaganda e che state inconsapevolmente facendo gli interessi di organizzazioni che non hanno nulla a che fare col vostro partito.