Il 3 febbraio 2011 aveva difeso Silvio Berlusconi alla Camera, sostenendo che “il premier credeva che Ruby fosse la nipote di Mubarak“. Alle ultime politiche non è stato rieletto, ma continua la sua attività di avvocato. E dopo Valter Lavitola, come scrive il sito Giustiziami, agli assistiti di Maurizio Paniz si aggiunge Emilio Fede, che lo ha scelto come legale. Porterà la sua firma e quella di Alessandra Guerini il ricorso in appello che dovrebbe essere depositato nei prossimi giorni. L’ex direttore del Tg4 è stato infatti condannato in primo grado a 7 anni di reclusione per favoreggiamento e induzione alla prostituzione delle ragazze maggiorenni mentre è stato assolto dall’induzione della prostituzione di Ruby.

Paniz era intervenuto in Parlamento quando è stata negata l’autorizzazione a procedere per la perquisizione dell’ufficio di Giuseppe Spinelli, il ragioniere di Berlusconi. In quell’occasione aveva attaccato la Procura di Milano, accusandola di aver impegnato “150 uomini” e speso “1 milione di euro” per “spiare” Berlusconi e di aver agito con “scientifica puntualità” e con un “chiaro intento politico”. Secondo Paniz, il presidente del Consiglio telefonò in questura “non per esercitare pressioni” ma “nella convinzione che Ruby fosse nipote di un capo di Stato” ed escludeva che fossero stati commessi dei reati.