Stringere la cinghia è una necessità. Al quotidiano di Confindustria, Il Sole 24 Ore, tutti sono consapevoli del fatto che per far quadrare i conti bisogna contenere ulteriormente i costi. Ma il rischio è che a farne le spese siano solo alcune componenti aziendali. E’ il timore del sindacato dei grafici milanesi del gruppo che, nell’ultima assemblea, ha deciso di mettere in cantiere due giornate di sciopero se l’azienda non si siederà al tavolo per mettere in atto “le proposte di intervento concrete avanzate dalla RSU, ormai non più rimandabili”.

“Ai sacrifici devono necessariamente partecipare tutte le componenti aziendali, nessuno escluso”, riferisce una nota diramata nei giorni scorsi dalla Rsu Grafici Milano ricordando come sia necessario procedere alla “diminuzione dei collaboratori/consulenti e insourcing delle attività affidate a fornitori esterni reimpiegando e riqualificando i lavoratori, eliminazione di tutti i benefit ancora presenti per alcune componenti aziendali, revisione e diminuzione dei compensi del management”. Soprattutto in considerazione del fatto che il gruppo editoriale di Giorgio Squinzi conta in media un dirigente ogni diciassette lavoratori. “La Rsu prendendo atto dell’andamento negativo dell’Azienda ha sempre accettato di sopportare sacrifici, a fronte dei quali, però, da anni chiede contestualmente altri interventi strutturali che l’Azienda nega a tutti i tavoli sindacali”, prosegue la nota ribadendo la propria volontà di collaborazione.

I grafici milanesi del resto non sono gli unici ad inquietarsi per la delicata situazione finanziaria del gruppo. Gli ultimi in ordine cronologico sono stati gli inviati del quotidiano diretto da Roberto Napoletano che avevano chiesto chiarimenti su bonus e nuovi contratti al sindacato interno salvo poi fare dietro front nel giro di pochi giorni. Intanto l’editrice di Confindustria, nonostante il superamento delle centomila copie digitali, continua a perdere colpi.

“Il Gruppo 24 Ore continua a registrare consistenti perdite che si protraggono da tre anni e sono pari a circa 125 milioni di euro”, proseguono le rappresentanze sindacali ricordando che se il 2010 ha chiuso con un rosso da 40 milioni e il 2012 di 8, l’anno in corso non promette meglio visto che sui primi nove mesi le perdite sono ammontate a 30 milioni. In un contesto però nettamente peggiorato in termini di giro d’affari “con una diminuzione dei ricavi di 65 milioni, passando da 344 milioni di ricavi nel settembre 2010 a 277 milioni a settembre 2013 e una tiratura media del quotidiano che nell’ultimo anno, da ottobre 2012 a ottobre 2013, è calata di 69.313 copie (da 325.602 a 256.289 dati Ads)”.

Perdite importanti insomma che hanno bruciato la liquidità raccolta sul mercato – circa 200 milioni soprattutto fra piccoli risparmiatori – con il collocamento in Borsa realizzato a fine 2007 sulla spinta dell’allora presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Da allora la struttura del gruppo è cambiata. Per far fronte alla crisi, solo negli ultimi tre anni, come ricorda la Rsu, “Il Sole 24 Ore ha chiesto un biennio (2011/2012) di prepensionamenti che ha visto la diminuzione strutturale di circa 170 unità; l’organico medio di impiegati e operai nel settembre 2010 era di 1.574 unità e nel settembre 2013 di 1348 unità con una diminuzione, negli ultimi 3 anni, di 226 unità – conclude il sindacato – Terminato il prepensionamento, l’Azienda ha chiesto subito un ulteriore intervento che si è concretizzato, a febbraio 2013, nella firma da parte della RSU di un accordo per applicare, per il biennio 2013/2014, il contratto di solidarietà che ha portato e porterà ad una diminuzione del 20% sul costo del personale”.

Pesanti ridimensionamenti che però non sono stati sufficienti all’inversione di rotta del gruppo editoriale che, ricorda ancora la Rsu, nei giorni scorsi ha concretizzato “la volontà di cedere l’area Business Media” che è andata alla società Tecniche Nuove a fronte di un corrispettivo simbolico “(come citato nel comunicato stampa), screditando e sminuendo in questo modo il lavoro ed i prodotti di quest’area che Il Sole 24 Ore non ritiene più di suo interesse. La RSU ha sempre espresso grandi perplessità su questa cessione, anche in considerazione del fatto che la società acquirente applica in questo momento al suo interno i contratti di solidarietà. Tutti questi motivi inducono a supporre che non si tratti di un’effettiva opportunità per circa 120 colleghi, ma di un’operazione volta solamente a diminuire il costo del personale”.