In Sardegna si avvicina un importantissimo appuntamento elettorale e un test delicato per il Pd e il centro-sinistra. A fine febbraio 2014, infatti, ci saranno le elezioni Regionali e gli scenari sono molto incerti.

Da una parte il centro-destra sarà guidato quasi certamente dal Presidente uscente, Ugo Cappellacci. Qualche giorno fa Berlusconi ha nuovamente investito il plurimputato Ugo Cappellacci. Con una condanna, per bancarotta, che potrebbe già arrivare il prossimo gennaio.

Dall’altra parte però il centro-sinistra e nello specifico il Pd deve fare i conti con una candidata alla carica di Presidente della Regione, Francesca Barracciu, indagata per l’utilizzo illegittimo dei fondi destinati ai gruppi del consiglio regionale.

In questo contesto il centro-sinistra regionale è in una situazione di completo stallo. La Barracciu è stata individuata tramite le primarie fatte dal Pd nel mese di settembre scorso. Primarie, occorre dirlo, non di coalizione. Ora il nome della Barracciu mette in forte difficoltà la coalizione di centro-sinistra. È vero che un avviso di garanzia non può impedire ad un soggetto di fare politica ma in questo momento il Pd rischia di perdere definitivamente la faccia oltre che le prossime elezioni.

In questa grossa difficoltà, ove anche altri dirigenti regionali hanno lo stesso problema della Barracciu, si spera che il nuovo segretario nazionale, Matteo Renzi, intervenga per dare subito una svolta. E in questo si gioca subito una partita decisiva. Fino ad oggi è sempre stato critico nei confronti degli indagati per l’utilizzo illegittimo dei fondi dei gruppi regionali. Ma ora è lui il segretario e tocca a Renzi prendere una decisione. E si vedrà a breve se Renzi sarà coerente o meno.

Una cosa è certa. Il clima e gli umori in Sardegna non vedono in buona luce la posizione della candidata Barracciu. Tutti sanno che se il nome del candidato Presidente dovesse rimanere il suo, il Pd andrebbe sicuramente a perdere l’elezioni regionali. Facendo vincere un centro-destra e il suo Governatore che in questi anni hanno distrutto la Sardegna e riportato indietro ogni sviluppo degli anni passati.

Ora, tutti guardano al nuovo segretario per dare una reale svolta ad una crisi regionale del Pd che dura da troppo tempo. Se Matteo Renzi non sarà capace di far fare un passo indietro all’On. Barracciu, il Pd e lo stesso segretario perderanno l’ultima occasione per concretizzare un reale cambio di direzione alla politica del partito.

La questione morale deve essere chiesta e rispettata da tutti, senza se e senza ma. Il nuovo corso del Partito Democratico non può fare finta di nulla e continuare a privilegiare gli interessi dei singoli e non quelli di tutti. La Sardegna non può essere abbandonata nuovamente nelle mani di un centro-destra vergognoso.

Ora occorrono i fatti. Vediamo caro Matteo se dalle Tue belle parole seguiranno atti concreti. Noi ci speriamo.