E’ braccio di ferro tra il garante italiano delle comunicazioni e l’Ue sulle tariffe di accesso alla rete telefonica. Secondo Bruxelles, infatti, l’Agcom deve ”modificare o revocare” i prezzi d’accesso all’ingrosso alla rete telefonica in rame freschi di rincaro e, se non lo farà, la Commissione Ue “potrebbe prendere in considerazione ulteriori opzioni legali”. Come, per esempio, una procedura d’infrazione.

Dal canto suo il presidente dell’Authority, Angelo Cardani, fa sapere di non avere nessuna intenzione di fare un passo indietro e quindi di “cambiare o ritirare” la proposta dei prezzi per il 2013. Anche se, ha precisato, Agcom “prenderà una decisione definitiva la prossima settimana”. Il rilievo chiave che solleva Bruxelles ai prezzi fissati da Agcom è che possono “danneggiare” gli investimenti nelle reti di nuova generazione sia per Telecom Italia, a cui i competitor devono pagare il prezzo d’accesso alla vecchia rete in rame fissato da Agcom, sia per gli altri operatori. Ostacolando, quindi, anche la concorrenza sul mercato.

Una violazione, quindi, dell’articolo 8 della direttiva quadro Ue che, se non sanata, può portare all’apertura di una procedura d’infrazione. “La Commissione Ue dice che la regolamentazione deve essere proinvestimenti e non deve spremere come limoni coloro che vogliono investire, a condizione che investano”, ha commentato l’ad di Telecom, Marco Patuano, per cui “è importante che aziende sane che possono investire molto si muovano proprio in un contesto regolatorio pro-investimenti”.

Sotto accusa la metodologia utilizzata per calcolare le tariffe, dove Agcom ha fatto uso di un “aggiornamento selettivo dei parametri del modello dei costi”, arrivando così a una “riduzione ingiustificata dei prezzi”. Prendendo a confronto anche le situazioni di Spagna, Portogallo e Irlanda, per la Commissione il prezzo di accesso sarebbe dovuto essere 9,16 euro anziché gli 8,68 stabiliti dall’Autorità con un taglio superiore al 6,4 per cento. Dopo tre mesi di analisi e rimpalli tra Bruxelles e Roma, a cui la prima lettera formale è stata inviata il 12 agosto, i servizi della Kroes, per cui l’opinione del Berec (i regolatori europei) “non ha fornito nessun nuovo sostanziale argomento in aggiunta a quelli dell’Agcom”, hanno quindi confermato la loro conclusione.

“La Commissione mantiene le sue serie preoccupazioni sull’inadeguatezza” dei prezzi per il 2013. Ora l’Agcom ha un mese di tempo per modificare le misure o inviare a Bruxelles una “giustificazione ragionata” alla sua raccomandazione, che ha ricevuto l’avvallo anche del commissario alla concorrenza Joaquin Almunia. In caso contrario, si aprono le “ulteriori opzioni legali” paventate da Bruxelles, che ha precisato che “per ora” non si è a questo punto.