Dopo ben otto anni da quando esiste l’attuale legge elettorale la Corte Costituzionale riconosce l’incostituzionalità del Porcellum. Questa vicenda mina definitivamente la credibilità della politica italiana e dei vari partiti. Senza tanti giri di parole, tutti i parlamentari eletti dal 2006 non erano e non sono legittimati a sedere all’interno del Parlamento. Ma non basta e non è solo questo. Tutte le nomine, le leggi e tutti gli atti compiuti da queste persone abusive sono viziate alla radice dall’illegittimità costituzionale della legge elettorale che li aveva nominati “Onorevoli”.

L’art. 136 Cost., come è noto, dispone che la norma dichiarata incostituzionale cessi di avere efficacia dal giorno successivo a quello di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della sentenza della Corte Costituzionale. Quindi è molto chiaro che cessando di avere efficacia la norma che ha eletto i Parlamentari, questi, non possano più sedere in maniera legittima in Parlamento. Questo l’effetto principale. Ma si deve valutare con serietà l’invalidità di tutti gli atti collegati. In prima analisi risulta evidente che l’elezione del Capo dello Stato sia anche essa non valida, perché fatta da un Parlamento non legittimo. E da qui una marea di atti a rischio invalidità.

Su questi punti esistono vedute giurisprudenziali e dottrinali non chiare. Come sempre accade su argomenti delicati e politici-istituzionali. Un forte orientamento dottrinale asserisce questo principio: “La disapplicazione della legge deriva esclusivamente dalla sua illegittimità, e non rileva di conseguenza la data a partire dalla quale si fa questione dell’applicazione della legge; unica condizione è che non si tratti di fatti esauriti, sussistendo la quale, dopo la decisione, la legge incostituzionale deve essere disapplicata ogni volta che se ne presenti l’occasione, sia in relazione a fatti posteriori, sia in relazione a fatti anteriori alla pronuncia della Corte”.

Facile intuire che qualsiasi cittadino possa far valere questo principio e di volta in volta chiedere l’invalidità degli atti collegati e provenienti dal Parlamento illegittimo. Immaginatevi il caos che ne potrebbe derivare. Prendete tutte le nomine fatte dal 2006 e tutti gli atti emanati dal parlamento e dal Governo e considerate che questi sono tutti viziati dall’illegittimità costituzionale.
Si potrebbe chiedere ad esempio l’invalidità della riforma assurda che ha cancellato i Tribunali.
Si potrebbero mettere in discussione tutte le spese folli per gli F35.
Si potrebbe chiedere l’invalidità della riforma delle pensioni e del lavoro.
Si potrebbe chiedere la disapplicazione di ogni atto di nomina.
Si potrebbe chiedere la cancellazione di equitalia e di tutte le cartelle collegate perché viziate alla radice.
Insomma una vera rivoluzione.

Il paradosso è che anche le firme del Capo dello Stato sulle leggi e sugli atti normativi sono anche esse non valide. Ma si potrebbe andare oltre e dire che la Stessa Corte Costituzionale ha dei giudici nominati da un Parlamento e da un Presidente della Repubblica, così come indica l’art. 135 Cost., non legittimati. Capite che la portata di questa vicenda è grottesca. La cosa più grave è che tutti sapevano che questa legge elettorale era incostituzionale. Bastava leggere la Costituzione. La politica tutta ha una responsabilità enorme.

Ora però cari onorevoli illegittimi dovete andare subito a casa perché li non potete stare. Una cosa importantissima dimenticavo. Dovete restituire tutti i soldi che avete preso in questi anni in maniera illegittima. Tutti i nostri soldi che avete preso senza alcun diritto. E se non lo farete ogni cittadino sarà legittimato a denunciarvi. Basta chiacchiere. The End.