Per fortuna c’è ancora un giudice a Roma. Anzi ce n’è più di uno e non solo a Roma. Di fronte al drammatico fallimento della classe politica il potere dei giudici si fa comunque sentire. Ed è un porcellicidio continuo. Il primo porcellum, al secolo Silvio Berlusconi, è stato finalmente espulso dal consesso parlamentare, per effetto di una delle sue tante violazioni della legge penale che ha trovato  la giusta sanzione. 

Il secondo porcellum, causa ed effetto del primo, è invece com’è noto una legge. Partorita dal Parlamento in virtù dell’ossessione per la stabilità e la governabilità che pervade chi in realtà non riesce a governare alcunché. Come ad esempio il governo Letta, nato, con la benedizione di Napolitano per dare una salda guida a questo Paese e consentire ad esso di uscire dalla crisi. Nulla di più illusorio. Da quando infatti questo governo si è insediato il debito è notevolmente cresciuto e sono peggiorati tutti gli indicatori economici, specie quelli relativi all’occupazione, in particolare giovanile.

C’è un legame fra l’incostituzionalità di una legge, ravvisata ieri dalla Corte costituzionale, e la situazione di crisi, economica, ma anche sociale, ambientale e direi morale e culturale che questo Paese attraversa? Certamente. Tale legame va colto nel progressivo sganciamento della classe politica dalla società, cui si è accompagnato l’approfondimento delle disparità e delle divisioni all’interno di quest’ultima. Questa classe politica, tutt’al più, può terminare di liquidare questo Paese. E infatti sta operando per svendere ogni residuo patrimonio pubblico e rendere inoperante ogni residuo diritto sociale

Tutto ciò di fronte a un debito che non cessa di alimentarsi. E a una politica europea, imposta dalla classe dominante tedesca, che impone ovunque politiche recessive per salvaguardare i sacri interessi della finanza. 

La distorsione della democrazia, garantita dai meccanismi anticostituzionali del porcellum, inteso come legge, garantisce che avvenga senza indugi ed ostacoli il processo di spoliazione del popolo italiano in atto oramai da veri anni, che ha avuto nel porcellum, inteso come Berlusconi, uno dei suoi protagonisti principali, ma non certo l’unico. 

Fra le altre cose questa classe politica, screditata di per sé ed eletta in base ai detti meccanismi anticostituzionali, avrebbe voluto mettere mano alla Costituzione, questo tesoro normativo che ci è stato tramandato dai nostri padri e che è costato centinaia di migliaia di morti. Che sarebbero morti invano se a personaggi come Letta, Alfano e Berlusconi fosse stato consentito di mettere in atto i loro scellerati propositi di snaturamento del patto costituzionale.

Ma così, almeno per il momento, non è avvenuto. Il doppio porcellicidio avvenuto di recente pare scongiurare, perlomeno per l’immediato, il pericolo dello smantellamento costituzionale propugnato da J.P. Morgan e altri potentati economico-finanziari. 

Ha scritto Domenico Gallo a proposito della sentenza della Corte costituzionale: “La legge Calderoli… è stato lo snodo attraverso il quale è stato fatto un ulteriore passo, dopo l’introduzione del maggioritario nel 1993, per una svolta in senso oligarchico del sistema politico, comprimendo il pluralismo attraverso la tagliola delle soglie di sbarramento e del premio di maggioranza, e consentendo ad una ristrettissima cerchia di oligarchi di determinare per intero la composizione delle Camere, nominando i rappresentanti del popolo, senza che il corpo elettorale potesse mettervi becco. Il porcellum ha favorito una evoluzione in senso ‘castale’ del sistema politico rappresentativo, tanto che nel senso comune coloro che dovrebbero essere i rappresentanti dei cittadini vengono percepito come una ‘casta’, cioè un corpo estraneo, portatore di interessi suoi propri, contrapposti al corpo elettorale di cui dovrebbero essere espressione”.

Parole sante. E’ giunto il momento di liquidare l’antidemocratico sistema maggioritario in ogni suo aspetto e di tornare a votare per dare finalmente vita a un Parlamento che sia specchio effettivo e concreto del Paese, delle sue ansie, dei suoi bisogni e dei suoi desideri. 

P.S. Chiedo scusa al maiale, animale utile, intelligente e dignitoso, nonostante la sorte crudele cui è destinato. Certamente ben più utile, intelligente e dignitoso di buona parte della “nostra” classe politica.

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