Ha conseguito la laurea senza “presentarsi mai a una lezione”. Arriva dall’Albania il nuovo guaio giudiziario per la famiglia Bossigià coinvolta nelle indagini per la gestione dei fondi della Lega Nord. Ai microfoni di Radio 24, il ministro dell’Interno albanese, Samjr Tahiri, denuncia: “Sono una decina gli studenti italiani indagati a Tirana, per aver conseguito una laurea senza aver mai seguito le lezioni nelle università private albanesi”. Tra questi studenti c’è anche il figlio di Umberto Bossi, Renzo, ribattezzato dallo stesso Senatùr, “il Trota”. Il 29 settembre 2010 l’ex consigliere regionale della Lombardia si è laureato presso l’Università privata Kristal di Tirana, in Gestione aziendale, pur non avendo mai messo piede nel paese e pagando, secondo l’accusa dei magistrati di Milano, con 77mila euro appartenenti al Carroccio. Ma oltre che dalla Procura di Milano, adesso quel titolo è messo sotto la lente d’ingrandimento anche dei magistrati albanesi. Gli studenti coinvolti sono indagati per corruzione, abuso d’ufficio e altri reati. 

Un mercato, quello dei titoli di studio concessi con troppa generosità che non piace al governo di Tirana: “Non vogliamo il turismo delle lauree comprate, – continua il ministro Tahiri – questi studenti fantasma sono indagati per corruzione, abuso d’ufficio e altri reati. Anche Renzo Bossi è uno dei casi”, ha aggiunto. A Tirana, il governo ha avviato un’operazione di verifica di qualità sul business degli atenei privati aperti. Sul punto il ministro dichiara: “Affidiamo ad una società internazionale di valutazione di verificare gli standard di qualità degli atenei. Gli studenti fantasma sono un danno per tutti. Sono meno di dieci gli studenti su cui stiamo indagando, hanno preso la laurea in Scienze sociali senza essere venuti neanche un giorno”. Ma adesso il Trota si vedrà togliere il diploma di laurea? “Quella sarà una decisione amministrativa, noi stiamo indagando anche su quanti vanno all’estero per individuare le persone che vogliono questa laurea e pagano”.

Ma la vicenda legata alla laurea albanese del “Trota” ha radici lontane. E già nel 2012 suscitò scandalo nel paese balcanico, da qui la decisione della Procura generale della Repubblica di accertare se il figlio del Senatùr si fosse realmente recato in Albania per seguire gli studi. A maggio di quell’anno ci furono anche manifestazioni organizzate dai militanti del partito di ispirazione nazionalista, Aleanca Kuqezi, davanti al dicastero dell’Istruzione. In quell’occasione furono chieste le dimissioni del ministro Myqerem Tafaj, accusato di aver trascinato nel degrado il sistema universitario del Paese, dove “lo scandalo del figlio di Umberto Bossi rappresenta solo l’ultima vergognosa vicenda”.

Ma nella Laga Nord le lauree albanesi assomigliano a una maledizione. Nelle indagini chiuse dalla Procura di Milano è coinvolta anche Rosi Mauro. L’ex senatrice del Carroccio è accusata di una appropriazione indebita pari a 99.731,50 euro, denaro proveniente dalle casse del partito. Secondo l’accusa, tra quei soldi ci sono anche 77.131,50 euro “per acquisto titolo di laurea albanese (in sociologia) – si legge nel capo di imputazione – presso l’Università Kristal di Tirana a favore di Pierangelo Moscagiuro”, ex guardia del corpo della Mauro. Un titolo conseguito il 29 giugno 2011 nella stessa università frequentata (?) da Renzo Bossi.