Dal 1992 a oggi i beni sequestrati assommano a un valore stimato di oltre 14 miliardi e 475 milioni di euro, di cui 7 miliardi oggetto di confisca definitiva, inoltre, sono state oltre 9mila le ordinanze di custodia cautelare emesse, 922 le misure di prevenzione e 5223 le imprese monitorate. Sono alcuni dei dati sull’operato della Direzione investigativa antimafia presentati in un filmato proiettato a un incontro in corso a Villa Ahrens, sede della Dia di Palermo, su mafia e azioni di contrasto da parte dell’Unione Europea.

Secondo quanto riportato dalla risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 23 ottobre scorso e al centro della conferenza, “si stima che ogni anno nell’Ue, a causa della frode fiscale e dell’evasione, si perde la scandalosa cifra di 1.000 miliardi di euro di gettito fiscale potenziale – si legge nel testo – il che rappresenta un costo annuo di circa 2.000 euro per ogni cittadino europeo, senza che siano adottati provvedimenti adeguati per far fronte al problema”.

La risoluzione cita inoltre i dati dell’ufficio delle Nazioni unite contro la droga e il crimine che stimano l’ammontare dei “proventi di attività illecite a livello planetario pari a circa il 3,6% del Pil globale. I flussi di denaro riciclato oggi nel mondo si attestano intorno al 2,7% del pil globale. Secondo la commissione europea, il costo della corruzione nella sola Unione europea è di 120 miliardi di euro l’anno, ovvero l’1% del pil Ue; si tratta di significative risorse sottratte dallo sviluppo economico e sociale, alle finanze pubbliche e al benessere dei cittadini”.

“Come Commissione impiegheremo le nostre energie per fare applicare la risoluzione sulla criminalità organizzata approvata dal Parlamento europeo – ha annunciato la neo presidente della commissione antimafia Rosy Bindi – Vorrei che nel semestre europeo l’Italia faccia valere la sua forza per fare applicare la risoluzione”. 

“Sul capitolo dei beni confiscati siamo stati pionieri, ma anche su questa legislazione occorre fare il punto. Quello dei beni confiscati è un patrimonio straordinario che equivale a più Finanziarie e in questo Paese, soprattutto in questo momento, non si può tenere fermo nulla”. Bindi ha proposto un incontro tra associazionismo, volontariato e imprese sul tema:  “Occorre unire le forze”.