I manager in Svizzera continueranno a guadagnare stipendi milionari. È stata infatti bocciata l’iniziativa popolare che proponeva di fissare un rapporto massimo di 1 a 12 fra lo stipendio più alto e quello più basso in una stessa azienda. Si è recato alle urne circa il 40% degli aventi diritto e la maggioranza degli elettori dei 26 cantoni della Confederazione ha respinto con un referendum il testo che chiedeva di ridimensionare i compensi per i top manager, imponendo un limite legale ai salari dei dirigenti che non avrebbero potuto superare di oltre 12 volte quello più basso. In questo modo, per i Giovani socialisti promotori della la consultazione, nessuno avrebbe potuto ricevere uno stipendio mensile pari a quanto un dipendente guadagna in un anno.

Per la bocciatura, dai primi risultati, si sono espressi il 64% degli elettori, mentre il 36% si è espresso a favore. Il vicesegretario nazionale dei giovani socialisti svizzeri, Filippo Rivola, pur ammettendo la sconfitta, guarda già oltre: “Oggi abbiamo perso la battaglia – ha detto a ilfattoquotidiano.it ma, in termini generali, abbiamo vinto perché siamo riusciti a imporre il tema nell’agenda politica svizzera e a rompere il tabù degli stipendi dei manager”.

Secondo Rivola ha pesato molto la campagna referendaria per il “no”, che ha potuto contare sul sostegno della maggior parte dei partiti: “è stata fatta una campagna da 12 milioni contro il nostro referendum. Una campagna che ha pesato molto, basata sulla paura, con toni apocalittici. Ma noi non molliamo”.

Sono già diversi gli appuntamenti programmati nell’agenda dei giovani socialisti elvetici: “Tra qualche mese inizieremo a raccogliere le firme per un’iniziativa popolare contro la speculazione finanziaria sui beni alimentari – spiega Rivola -. Circa un terzo della speculazione finanziaria mondiale avviene in Svizzera e con questa pratica si affamano interi popoli facendo oscillare pericolosamente i prezzi dei prodotti alimentari. Poi l’anno prossimo ci sarà il referendum sul salario minimo, un tema che abbiamo già parzialmente lanciato con l’iniziativa 1:12”.

Il referendum sul salario dei manager è stato bocciato in tutti i cantoni svizzeri. Quello che è andato più vicino al risultato è stato il cantone di lingua italiana, il canton Ticino, dove il risultato è mancato per appena 2000 voti: “In Ticino siamo arrivati al 49%, proprio dove la campagna per il no è stata meno forte. Il risultato complessivo è comunque incoraggiante. Solo con la forza delle nostre idee e un budget prossimo allo zero siamo riusciti a convincere oltre un terzo degli svizzeri. La lotta del nostro piccolo movimento continua. Lavoreremo ancora di più per aumentare la giustizia sociale”.

Nella giornata di domenica sono state respinte anche le altre due proposte sottoposte al voto referendario, una per gli aiuti fiscali alle famiglie e l’altra per l’aumento dei pedaggi autostradali.