Bertolt Brecht ha scritto: compatisco quel popolo che ha bisogno di eroi.

La caratteristica del Nuovo Movimento Progressista Mondiale è l’organizzazione a rete, un sistema che funziona bene da millenni.
Di fronte alle orde schiaviste degli imperialisti hanno resistito solamente i popoli che eleggevano capi solo in caso di necessità e avevano in grande considerazione il valore individuale. Essi hanno saputo organizzare eserciti frutto di coalizioni tra gruppi indipendenti. 

Le testuggini romane sono state sconfitte dagli scozzesi, dai Germani del nordest e dai Parti. La grande Flotta Cinese è stata distrutta dai clan di pescatori vietnamiti, gli schiavisti europei e arabi sono stati fermati dalle orde acefale semimatriarcali dell’Africa Centrale.
Un fronte di Liberi Comuni lombardi ha spazzato via le orde dell’Imperatore Barbarossa e una consociazioni di nazioni e di etnie (rossi, neri e bianchi rinnegati) ha permesso ai nativi americani della Florida di opporsi vittoriosamente ai colonizzatori per 400 anni. E tutti questi episodi di resistenza vittoriosa non ci hanno tramandato nomi di grandi condottieri proprio perché si è trattato di vittorie collettive.
L’intelligenza del capo carismatico contro l’intelligenza del gruppo che sa cooperare.

Ma questa idea di azione collettiva, di condivisione delle responsabilità ha compiuto uno straordinario salto di qualità all’interno del milione di associazioni che oggi perseguono il sogno di un mondo migliore.
Questa idea infatti oggi non poggia solo sull’esperienza del passato e sul suo valore dell’azione collettiva in termini di efficienza.

Il Movimento contemporaneo ha iscritto nei suoi principi fondanti un’idea sinergica del mondo. Il pianeta, Gaia viene visto come un unico organismo capace di autoregolarsi sfruttando l’immensa biodiversità.
Questa idea, la scoperta dell’esistenza in natura di una tendenza alla sinergia e ai sistemi complessi, che si autoregolano, ha dato impulso a una serie di ricerche scientifiche che oggi costituiscono le basi materiali della nuova filosofia sociale, umana e spirituale.

La scoperta che le cellule non sono organismi unici ma nascono dall’alleanza tra cellula e mitocondrio; la coscienza che viviamo in simbiosi con milioni di miliardi di batteri amici, che ci difendono e che presidiano generosamente la nostra casa, la nostra pelle e l’interno del nostro corpo difendendoci da batteri dannosi e altri nemici visibili; la scoperta dei neuroni a specchio e la conseguente tendenza naturale alla solidarietà; il rapporto tra benessere fisico, stato d’animo, emozioni e relazioni umane positive; l’idea che egoismo e violenza siano malanni che si ripercuotono negativamente sulla mente e sullo stato di salute; la scoperta che la capacità di cooperare è stata l’elemento che ha permesso il prorompente sviluppo umano; la ricerca tecnologica basata sull’imitazione della natura e degli ecosistemi; i nuovi approcci alla terapia e all’educazione basati sul riconoscimento delle emozioni… Tutte queste scoperte hanno rovesciato la scienza aprendo la strada a nuove ricerche suggerite da un modello completamente diverso della realtà.
E in questo modello nessun elemento è più importante degli altri, nessuno è insignificante e solo la cooperazione paritaria dà buoni frutti.

Il rifiuto del leader quindi non discende solo da considerazioni pratiche ma è insito nell’idea stessa della realtà che ci siamo costruiti buttando all’aria l’idea che la storia sia fatta dai generali e che l’unica legge di natura sia la spietata competizione. Abbiamo aperto gli occhi sul mondo vedendo quello che pareva impossibile.
Da questo traiamo idee spettacolari su come organizzare la nostra azione. Costruiamo reti come i ragni, ci muoviamo a sciami come le api, siamo solidali come i bonobo e pigri come i serpenti. Ma facciamo sesso come i pangolini. Gli esseri umani convinti che essere come un motore biturbo sia il modo più gioioso di vivere non sanno cosa perdono.

Ps. Nel prossimo articolo ti racconterò della strategia della spinta gentile