Il patto di non aggressione è già rotto. Dopo il Consiglio nazionale che ha sancito il ritorno a Forza Italia e la nascita dei gruppi autonomi di Nuovo Centrodestra, il “falco” Sandro Bondi torna all’attacco dei “diversamente berlusconiani” e soprattutto del governo Letta. Rispetto alla posizione sull’esecutivo, “nei prossimi giorni faremo i gruppi e poi insieme e democraticamente decideremo cosa fare”. Ma l’opinione dell’ex ministro dei Beni Culturali è chiara: “E’ inevitabile che Forza Italia sarà all’opposizione del governo”. E non risparmia critiche agli ormai ex colleghi di partito confluiti nel Nuovo Centrodestra, definiti “teste di rapa” e accusati di avere fatto “un calcolo cinico”. Immediata la replica dello “scissionista” Fabrizio Cicchitto, che parla di stalinismo con “effetti grotteschi”.

Il Consiglio nazionale sembrava avere sancito una tregua armata tra le fazioni dell’ormai defunto Pdl. Silvio Berlusconi aveva assicurato che nella coalizione di centrodestra c’è posto anche per Angelino Alfano e sodali, dicendosi “addolorato” della scelta del suo ex delfino di abbandonare la nave. Nessuno strappo (esplicito) anche nei confronti del governo, che “non può essere messo in discussione”. Eppure, il giorno dopo, i falchi tornano a caricare a testa bassa. Per Sandro Bondi, intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione In Mezz’ora insieme alla compagna Manuela Repetti, il nodo è la manovra che il parlamento si appresta a votare: “Maggioranza c’era prima e c’è oggi, ma come ho detto, se la legge di stabilità non si cambia noi non dovremmo votarla”.

Altro obiettivo polemico del senatore di Forza Italia, gli scissionisti di Nuovo Centrodestra. “Sono teste di rapa, hanno fatto un calcolo cinico e brutale”, attacca. E rincara la dose: “Hanno abbandonato Berlusconi nel momento più difficile della sua vita”. Regista dell’operazione contro il Cavaliere, nell’idea di Bondi, è il presidente della Repubblica. “I governativi hanno detto a Berlusconi che ci doveva essere un documento che stabiliva che se dovesse arrivare la decadenza il governo non si tocca – ricorda l’ex ministro -. Questo impegno Alfano lo ha preso con Letta e Napolitano: il garante di questo assetto politico è Napolitano”.

Altro tema caldo di questi giorni, il futuro politico e giudiziario di Silvio Berlusconi. “Sarà il leader del centrodestra anche agli arresti domiciliari“, annuncia il suo fedelissimo. Un erede politico del Cavaliere “non c’è, Marina ha detto in privato quello che dice in pubblico, che non ha intenzione di scendere in politica. Il delfino non si trova con le primarie, dietro il Cavaliere c’è il vuoto, c’è la miseria morale“. il leader di Forza Italia, secondo il senatore, sta bene, anche se è “molto stanco, provato da infinite riunioni, mediazioni e tentativi, falliti, di compromesso”. Nella vita privata, Berlusconi parlerebbe della sua questione giudiziaria “con angoscia, ma ci dice sempre di essere convinto che ci sarà un processo di revisione” e “sarà dimostrata la sua totale innocenza”. Eppure, l’ipotesi più probabile, per il Cavaliere, è l’affidamento ai servizi sociali: per l’ex ministro, un simile esito della vicenda giudiziaria sarebbe “una cosa ridicola, un’umiliazione“: “Anche lui ci ha detto ‘Con tutto quello che ho fatto per questo Paese…'”.

Le parole di Bondi non potevano non scatenare la reazione dei “diversamente berlusconiani”. “Devo fare una autocritica – afferma l’alfaniano Fabrizio Cicchitto -. In una intervista ieri avevo detto che Berlusconi aveva bloccato l’innesto dello stalinismo sul berlusconismo anche per gli ovvi effetti grotteschi che esso ha e quindi aveva invitato anche i più esagitati dei suoi a moderare il linguaggio. Avendo visto e sentito gli attacchi ad alzo zero degli onorevoli Sandro Bondi e Manuela Repetti contro Angelino Alfano, la mia ipotesi si è rivelata del tutto sbagliata”.