Stop al biocidio“. Migliaia di persone, unite da questo slogan, hanno marciato a Napoli per chiedere l’immediata bonifica della “terra dei fuochi“, l’area della Campania devastata dagli sversamenti illegali di rifiuti tossici e nocivi. Il corteo, nonostante vento e pioggia, è partito alle 14.30 da Piazza Garibaldi per terminare in Piazza Plebiscito. In testa al corteo, organizzato dal movimento “Fiume in piena”, c’era don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano che da anni si batte per le bonifiche. I manifestanti hanno esposto anche alcuni striscioni con le foto di persone morte negli ultimi anni per patologie oncologiche: a loro dire, si tratta di malattie legate all’inquinamento dei suoli. Gli organizzatori della manifestazione parlano di 100mila partecipanti, mentre le forze dell’ordine stimano 30mila presenze.

Niente bandiere di partito, è stata la richiesta degli organizzatori. Erano presenti, invece, in coda al corteo, i gonfaloni dei Comuni del Napoletano e del Casertano, come auspicato dal sindaco della città partenopea, Luigi De Magistris. Si era detto contrario, invece, Domenico Tuccillo, primo cittadino di Afragola, secondo cui “la legittima protesta dei cittadini di fronte a questo disastro annunciato non può essere l’ennesima occasione per confondere ruoli e responsabilità”. “Non sarà una piazza di sindaci e delle fasce tricolori, sarà la piazza dei cittadini”, è la posizione del movimento “Fiume in piena”, mentre don Patriciello accetta la presenza dei sindaci in piazza: “La cosa importante è che non ci siano politici presenti a livello ufficiale che possano strumentalizzare la cosa”. 

Tante le adesioni delle associazioni, da Legambiente al Wwf. In piazza anche “Medici per l’ambiente”, artisti e amministratori del nord Italia. Sostegno anche dalla Curia di Napoli, con il cardinale Crescenzio Sepe che non è presente ma sottolinea l’intento della manifestazione del “raggiungimento del bene comune e della dignità delle persone”, incoraggiando gli organizzatori e i partecipanti ad “andare avanti con coraggio” e a “non farsi strumentalizzare”. Al termine del corteo sono state distribuite in piazza del Plebiscito oltre tre tonnellate di pane fatto nelle ultime ore con frumento dell’Avellinese e del Beneventano.