“L’annullamento della delibera di declassamento è esecutivo e inappellabile”. E’ una beffa per il segretario regionale della Lega Nord Fabio Rainieri, il documento emanato dal Comitato esecutivo di via Bellerio, che in pratica rimanda al mittente la richiesta della segreteria emiliana di “declassare” l’ex deputato e ora consigliere comunale leghista Massimo Polledri a semplice “sostenitore”. Dopo il “patto della zucca”, cioè l’incontro tra i candidati alla segreteria nazionale Umberto Bossi e Matteo Salvini alla storica festa del movimento a Pecorara, quindi, le quotazioni di Polledri sono salite esponenzialmente e, nonostante le smentite di Rainieri, che aveva parlato di “un iter di sfiducia che andrà avanti, si è solo bloccato in vista del congresso”, la decisione di mantenere l’esponente politico piacentino tra i ranghi di militante appare ormai inequivocabile.

Così la Lega Nord, dietro gli annunci di ritrovata stabilità e coesione, dimostra di essere più divisa che mai tra “bossiani” e “maroniani”. Il caso di Polledri sembra fare scuola e mette in difficoltà anche l’intera dirigenza piacentina, che aveva puntato forte sull’esclusione di quello che considerava ormai un personaggio scomodo per la sua vicinanza al Senatùr. La lotta a Piacenza era in corso da tempo tra “pisaniani”, cioè vicini al segretario provinciale Pietro Pisani e “polledriani”, che fanno capo all’ex parlamentare. Proprio dalla Primogenita erano partiti i primi fascicoli verso la segreteria emiliana, che riportavano tutti gli interventi e le prese di posizione di Polledri non in linea con il movimento, con l’esplicita richiesta di espellerlo dalla Lega.

Richiesta accettata, a livello regionale, con in testa il segretario Rainieri che si era speso personalmente, portando le istanza nella sede di via Bellerio. Ma ora, con il “declassamento” che era stato dato per certo, è arrivata la smentita, con tanto di documento a firma di Roberto Calderoli. Lo ha reso pubblico lo stesso Polledri “a tutela della mia onorabilità”, e ha poi precisato che “non è una sentenza di primo grado che potrebbe essere ribaltata dal successivo grado di giudizio” come l’ha definita il segretario regionale emiliano romagnolo del Carroccio, Fabio Rainieri.

Il neuropsichiatra infantile ed ex-parlamentare è ora a tutti gli effetti reintegrato nel suo ruolo all’interno del partito, e quindi potrà partecipare al direttivo provinciale in programma nei prossimi giorni nella sede di via Trento. Proprio quello che i suoi avversari non avrebbero voluto. E così si è voluto sfogare: “Se uno pensa che il partito sia cosa sua, come fa Rainieri, sbaglia latitudine e partito. La Lega Nord – ha detto – è fatto di regole e regolamenti e non di regolamenti di conti. Non si può non rispettare le decisioni inappellabili e definitive del comitato esecutivo, le sentenze di solito si accettano”.

Non solo, perché se la guerra ormai è aperta, Polledri intende combatterla con tutte le armi di cui è a disposizione, anche le sue competenze mediche: “Generalmente in psichiatria una ossessione nasconde un vuoto, se Polledri è una ossessione è perché c’è il vuoto politico a Piacenza e in Emilia. La Lega 2.0 di Maroni non nasce per queste basse percentuali elettorali di cui nessuno a Piacenza e in Emilia vuole ora farsi carico – ha tuonato l’ex parlamentare -. Non ci si fa giustizia da soli se poi uno si candida a gestire il proprio territorio deve essere irreprensibile evitando di sfidare il senso del ridicolo aggiungendogli un alto tasso di arroganza. Dico questo per rispetto della mia storia nella Lega Nord. E per il rispetto di chi conduce oggi la Lega e che ha preso una decisione nei miei confronti che non può essere fraintesa. E da oggi chi si permette di fare dichiarazioni false nei mie confronti dovrà subire oltre alle conseguenze politiche anche quelle legali”.

 

 

“Macchè militante, il ‘caso Polledri’ è semplicemente sospeso, come tanti altri, in vista del congresso del 15 dicembre. Tutto qui”. Erano state queste le parole del segretario emiliano Fabio Rainieri, dopo che la delibera di “daclassamento” sembrava essere naufragata. “L’iter non è finito perché c’è un altro grado in cui il Federale si può esprimere. Noi continueremo a chiedere l’azzeramento della militanza, certo, perché riteniamo alcune azioni di Polledri non consone al comportamento di un militante della Lega Nord. C’è da dire che il Federale, già venti giorni prima che presentassimo regolare richiesta di valutazione del caso Polledri, aveva sospeso tutti i provvedimenti disciplinari fino al congresso del 15 dicembre. Tutto è dunque semplicemente rimandato a dopo quella data: nel frattempo, il provvedimento da noi richiesto non è rifiutato, ma solo sospeso”.

E a Piacenza, Polledri non era il solo nel mirino dei “pisaniani”, che qui fa rima con “maroniani”. Anche il segretario cittadino, Nelio Pavesi, sembra rischiare a breve un richiamo ufficiale del partito per il suo sostegno all’ex deputato.

Ora però tutto è rimesso in discussione e, tra l’imbarazzo generale, Polledri non ha nascosto una lunga serie di messaggi di felicitazioni ricevuti da sostenitori e simpatizzanti dopo il suo reintegro come militante della Lega Nord: “Sono cose che fanno bene e che mi spronano a continuare, vogliono dire che impegno e coerenza alla fine pagano sempre”.