Non sesso a pagamento, ma amore. Dal carcere di Regina Coeli Gabriele Paolini, il disturbatore tv arrestato per induzione alla prostituzione minorile e produzione di materiale pedopornografico, fa sapere che con uno dei tre minorenni con cui aveva rapporti sessuali aveva una relazione sentimentale: “Siamo fidanzati da otto mesi. Ci amiamo, mi ha presentato anche sua madre e lui ha conosciuto i miei”. Un messaggio, in attesa dell’interrogatorio di garanzia previsto per mercoledì, che arriva all’esterno tramite i difensori, gli avvocati Lorenzo La Marca e Massimiliano Kormmuller. 

Eppure le indagini dei Carabinieri del nucleo investigativo hanno mostrato un panorama molto diverso. Secondo gli inquirenti l’uomo per superare le resistenze delle vittime innalzava il compenso (la base di partenza era  15 ma si arrivava fino a 40 euro, ndr). Ma cercava anche di ottenere la fiducia delle sue vittime: “Fidati! Non faccio nulla, ma cosa pensi…”. Il suo nulla era anche la produzione, come si legge nell’ordinanza di arresto, di “copioso materiale fotografico e videografico, evidentemente destinato alla divulgazione”. In totale avrebbe prodotto 110 file tra foto e video. E in alcuni di essi vengono documentate anche “le pressioni psicologiche esercitate dall’indagato”. Anche se i tre ragazzini identificati nei video girati dallo stesso Paolini, al magistrato hanno fornito una versione di agghiacciante disincanto: “Per noi era l’uomo della tv”, dunque quello che facevano con lui “era normale”. Anzi Paolini, per i due sedicenni romani e un loro coetaneo romeno, “bravi ragazzi”, studenti, era l’amico famoso di cui vantarsi con gli amici.

Non c’erano solo i soldi, Paoli accompagnava le sue vittime in auto ovunque, li presentava ai genitori, a casa dei quali si intrattenevano tutti insieme davanti ad una tazza di tè. Le cose, però, poi cambiavano, in una cantina semibuia nella zona di piazza Bologna, a Roma, dove si consumavano quelli che erano abusi sessuali.

I due difensori vogliono però contestare gli abusi sostenendo che il loro cliente non ha mai pagato i minorenni. Sarebbe stato il ragazzino che non indica come suo fidanzato e come risulta dai filmati ad offrirgli scherzosamente denaro per fare sesso. Ma secondo i penalisti si trattò soltanto di una battuta.