Né le vicende di Mikhail Khodorkovsky né la figura dell’oligarca Boris Berezovsky sono contemplate nella bozza del manuale unico di storia da sottoporre all’approvazione di Vladimir Putin. Un testo che dovrà sostituire le oltre cento edizioni ora usate nel sistema scolastico della Federazione russa. Fresco del riconoscimento della rivista Forbes, che lo ha nominato personalità più influente al mondo, scalzando il presidente statunitense Barack Obama, il capo di Stato russo può vedere ora scomparire dai volumi di storia per le scuole i nomi di alcuni dei sui rivali.

Si sta concretizzando la revisione dei testi richiesta lo scorso febbraio all’Accademia delle scienze, che per i critici rischia di dare della storia un’unica versione approvata dal Cremlino e ricorda la propaganda di epoca sovietica. Progetto di cui si discusse già a partire dal 2007 e che anche Dmitry Medvedev tirò fuori nel 2009  durante il suo mandato presidenziale. Sebbene storici citati dall’agenzia Ria Novosti allontanino dal progetto lo spettro di una lettura degli eventi storici fatta unicamente con gli occhi della leadership russa, l’esclusione di nomi come quello di Khodorkovsky e di Berezovsky quando si arriva a parlare dell’epoca post-sovietica ha lasciato più di un dubbio. Il secondo è ritenuto l’eminenza grigia della politica russa, protagonista di un film che nel titolo ne riassume la figura: L’oligarca. Morto lo scorso marzo, gli sono stati attribuiti tutti o quasi i principali fatti e le vicende di quegli anni, dalla rielezione di Boris Eltsin nel 1996, quando portò dalla parte dell’allora capo di Stato i suoi colleghi magnati, fino all’ascesa al potere dello stesso Putin, dalle cui grazie si era tuttavia allontanato, per alla fine auto-esiliarsi a Londra. Khodorkovsky, già a capo del colosso petrolifero Yukos,  sta invece scontando una condanna per evasione fiscale e appropriazione indebita. Fu arrestato dieci anni fa, in un raid delle teste di cuoio salite a bordo del suo aereo sulla pista dell’aeroporto di Novosibirsk. Dalla cella è diventato una delle figure dell’opposizione a Putin. È opinione diffusa che l’arresto e la condanna furono l’esito di un conflitto politico con il tre volte presidente e il suo caso è spesso sollevato per testare le credenziali democratiche di Mosca.

Altro tema controverso sono proprio gli anni al governo di Putin. I libri dovrebbero comprendere anche il 2012, anno della sua terza elezione al Cremlino e delle proteste per denunciare i presunti brogli a favore dell’uomo forte della Russia. Per Sergei Zhuravlyov, vicedirettore dell’Istituto per la storia russa, citato da Izvestia, saranno comprese tutte le manifestazione sia a favore sia contro il voto. La bozza dovrebbe comprendere almeno 20 argomenti tra quelli ritenuti controversi o oggetto di interpretazioni diverse. Si va dai costi della Seconda Guerra Mondiale, anche con il comportamento delle truppe sovietiche durante il conflitto, al ruolo di Stalin e all’entità delle purghe, con il bilancio delle vittime non quantificato. Fine ultimo dell’operazione è considerato il volere rafforzare il senso di appartenenza nazionale e di una storia condivisa.

Intanto, secondo quanto riporta il Moscow Times, mentre si discute dei contenuti, un miliardario amico d’infanzia e vicino al presidente è interessato a entrare come co-proprietario in Prosveshcheniye, casa editrice russa, specializzata nella pubblicazione di testi scolastici, i cui profitti arrivano almeno per metà dalle commesse statali.

Il magnate è Arkady Rotenberg nominato a settembre presidente del consiglio d’amministrazione della casa editrice, una manovra che che secondo quanto scrive il quotidiano in lingua inglese, anticipa ulteriori cambi societari.

di Andrea Pira