Il dottor Pennacchio non è morto a Roma perchè era in vacanza, ma per lottare per i diritti dei malati gravi“. Mariangela Lamanna, portavoce del Comitato 16 Novembre, ricorda Raffaele Pennacchio, malato di Sla, da sempre impegnato nei presidi e nelle proteste per chiedere l’aumento dei fondi per la non autosufficienza e l’assistenza domiciliare per i malati gravi. La sua ultima battaglia ieri. “Dopo aver passato la notte sotto il Ministero dell’Economia insieme a tanti altri malati – prosegue Lamanna – si è seduto al tavolo con il viceministro del Lavoro, Cecilia Guerra e i sottosegretari all’Economia e alla Salute, Giuseppe Beretta e Paolo Fadda, continuando a ripetere: fate presto non c’è più tempo“. “Noi – denuncia Lamanna – addebitiamo questa morte ai politici che hanno scelto di rappresentarci dimenticandosi i diritti dei più deboli. Dopo anni di lotta nessuno ci venga a dire che non si sente responsabile”  di Annalisa Ausilio