Dopo quasi 4 mesi di silenzio, vissuti in ombra, lontano dai riflettori e dai microfoni, la campionessa ed ex ministro Pd, Josefa Idem, travolta dalla bufera per non aver pagato l’Imu sulla seconda casa, racconta e si racconta in 264 pagine, in uscita nelle librerie martedì 22 ottobre. Un’autobiografia, intitolata “Partiamo dalla fine” e anticipata sulle pagine di Repubblica, in cui s’intrecciano i ricordi dei trionfi sportivi e l’unica sfida persa un attimo dopo il via, quella in politica.

E infatti i primi capitoli sono proprio dedicati a quei 57 giorni vissuti da ministro senza portafoglio del governo di Enrico Letta, con deleghe allo Sport, alle Pari opportunità e alle Politiche giovanili. Nemmeno due mesi di lavoro, dal 28 aprile al 24 giugno, che si aprono con la telefonata del presidente del Consiglio “arrivata mentre si trovava al funerale di un’amica”. Proseguono con l’impegno contro il femminicidio e a favore dei diritti della comunità lgbt, e si chiudono con le sue sofferte dimissioni dall’esecutivo, per via dello scandalo, dovuto a 5 anni di mancato pagamento delle tasse sulla casa-palestra di Santerno, in provincia di Ravenna.

Nelle prime pagine la ex campionessa olimpionica di kayak si sofferma proprio su quelle ore di giugno. Svela il suo stato d’animo prima e soprattutto dopo l’addio, quando, tornando dalla famiglia a Ravenna, guarda la pagaia usata nelle olimpiadi di Pechino 2008, consumata e aggiustata dopo la gara, e si sente come lei. E pensa che la politica le “fa male alla carne” come nel più duro degli allenamenti sportivi: “Il 24 mi arrendo. Un attimo dopo l’annuncio mi sento morire”.

Nel libro c’è spazio anche per le le gare e per le medaglie (38 tra giochi olimpici, europei e mondiali), per la vita divisa tra la Romagna e la Germania, tra famiglia e palestra, maternità e allenamenti, sempre accanto al marito, il romagnolo doc Guglielmo Guerrini, compagno e insieme allenatore a cui deve tutto. “Volevo che la mia Olimpiade impossibile lunga quarantotto anni – si legge nella presentazione del libro – spiegasse che il proprio futuro bisogna saperselo vedere nella testa, senza cedere alla rassegnazione e all’idea che tutto sia predestinato, liberando la mente da leggi assolute, da stereotipi e luoghi comuni, i grandi nemici del coraggio e della fantasia”.

Dopo lo scandalo per le tasse non pagate e le dimissioni dal governo delle larghe intese, la Idem aveva scelto il silenzio. Impossibile per i giornalisti avere anche solo una parola sul caso che l’aveva travolta. Unica eccezione un post su Facebook, scritto dall’ex ministro ad agosto, in risposta ad alcuni messaggi di solidarietà arrivati per la vicenda della casa di Santerno: “Grazie a tutti voi. È stata una batosta. Terribile. Quando avrò gli elementi vi spiegherò cos’è successo. Sul tema dei diritti insisterò, come ho sempre fatto, ancor prima di fare la ministra lampo”.