Da parte del Movimento 5 Stelle non accolgo l’obiezione sulla mia imparzialità, come non ho risposto a tono quando mi hanno offeso dicendo che sono un orpello del potere e un oggetto decorativo“. Lo afferma Laura Boldrini, ospite di “Otto e mezzo”, su La7. “Non ho alcuna preclusione nei loro confronti” – continua – “certo è che spesso sono intemperanti e hanno esagerato. La mia storia non è decorativa, ma significativa. E’ un paradosso inaccettabile arrivare a queste provocazioni perché colpisce tutte le donne“. E attacca Beppe Grillo: “Non credo che lui avrebbe usato la stessa espressione, se io fossi stata un uomo. Mi ha chiamato ‘oggetto’ perché evidentemente sono una donna. Questo è altamente offensivo e va rimandato al mittente”. La Presidente della Camera lancia una stoccata anche al deputato M5S Alessandro Di Battista, con cui ebbe il mese scorso uno scontro acceso: “Quel giorno lui iniziò con un tono che si capiva subito che sarebbe arrivato all’offesa. E infatti disse ‘Siete tutti ladri. Fuori i ladri dalle istituzioni’. Con questo modo di esprimersi non si rafforzano le istituzioni, ma si indeboliscono. Se ci sono delle persone che hanno sporcato la politica” – prosegue con toni veementi – “dobbiamo continuare a insultare e a denunciare o pulire e ripulire quella politica? Questo non si fa coi grandi proclami e con gli insulti“. La Boldrini poi spiega parla della Giunta per il Regolamento di ieri e respinge le accuse del M5S: “Non abbiamo preso misure che già non siano previste dal Regolamento. In Aula si trascende spesso, trasformandosi in un ring con prove dialettiche muscolari, ma non è prerogativa di un solo gruppo, è trasversale. E di fronte ai comportamenti irrispettosi non faremo più sconti. Arrivare all’insulto non è sano, uccide la democrazia”. Sul voto segreto relativo alla decadenza di Berlusconi, invece, dichiara: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Riguarda il Senato