Tensione, danni a un mezzo della polizia e tre feriti tra i manifestanti. L’arrivo del presidente del Consiglio Enrico Letta ad Ancona insieme a mezzo governo è coinciso anche con le proteste contro le politiche del governo delle larghe intese. Tutto è nato da un corteo di associazioni, centri sociali e opposizioni di sinistra (parlamentari ed extraparlamentari): alcuni partecipanti hanno cercato di sfondare il blocco delle forze dell’ordine e si è arrivati allo scontro. Letta era nel capoluogo delle Marche insieme a mezzo governo (i ministri Alfano, Cancellieri, Mauro, Bonino, Carrozza tra gli altri) per il vertice italo serbo con il primo ministro di Belgrado, Ivic Dacic.

Duecento militanti dei centri sociali delle Marche, di Prc, Pdci, Sel, No Tav e anarchici del Fai hanno dato vita ad Ancona ad un corteo. Aperto da uno striscione con la scritta “Licenziamenti, sfratti, precarietà, basta austerità”, il corteo è partito dal quartiere Archi tentando di raggiungere la sede della Regione, dove si svolge il vertice, ma è stato bloccato dalla polizia in piazzale Italia. Secondo quanto ricostruito finora un gruppo di militanti dei centri sociali e dei movimenti della sinistra ha tentato di sfondare il cordone di polizia in piazzale Italia per proseguire la manifestazione alla sede della Regione. I poliziotti, in assetto antisommossa, hanno respinto il tentativo. Si è vista qualche manganellata ma non c’è stata una carica vera e propria. “Siamo in uno Stato di diritto, fateci passare… – gridavano i dimostranti – non potete bloccare una città“. Le ricostruzioni delle forze dell’ordine dopo che è fallito un tentativo di sfondamento del cordone di polizia, un gruppetto si è staccato dal corteo e ha “isolato” un cellulare in corso Carlo Alberto, prendendolo a calci. Gli agenti hanno poi ripreso il controllo della strada.

Il ragazzo ferito alla testa fra i manifestanti che hanno tentato di forzare il blocco di polizia “è stato colpito da una manganellata degli agenti” secondo quanto sostiene l’avvocato Paolo Cognini, dei Centri sociali Marche. Il giovane ha una ferita alla fronte, non grave.  Secondo i portavoce della rete dei Centri sociali marchigiani, nel corso della protesta – che non si è ancora conclusa – sono rimasti feriti anche un secondo ragazzo, urtato ad una gamba dal cellulare della polizia preso d’assedio dai dimostranti, e un terzo giovane, che sarebbe stato raggiunto da una manganellata ad una spalla. Il corteo è ancora fermo in corso Carlo Alberto, e anche se il vertice si è ormai concluso, vorrebbe raggiungere la meta iniziale, via De Gasperi, che conduce alla sede della Regione Marche.