Professione trivella. Da valletta di Telecafone ad aspirante e mancata first lady (causa interdizione ai pubblici uffici dell’ex premier). Ma la volontà è da martello pneumatico: “Con Berlusconi in ricchezza e povertà, finché morte non ci separi”. E per lo scopo via gli abiti sexy. Adesso Francesca Pascale sfoggia vestiti sotto al ginocchio dalle forme morbide e pettinatura a banana che fa molto Grace Kelly. Lei: con quel mezzo sorriso stampato. Lui: laccato, fittizio, una statua di cera che fa concorrenza agli imbolsiti di Madame Tussauds. Hanno 49 anni di differenza d’età. Lei giura che non gliene frega niente. Tanto più sono gli anni di scarto e più sale il suo conto in banca. E a Giovanni Audifreddi, firma ficcante e apprezzata di Vanity Fair, strizza l’occhietto languido: “L’ho corteggiato, l’ho fatto innamorare. L’ho fatto fidanzare. Praticamente ho fatto tutto io, adesso lui deve solo dire sì”. La mamma della Pascale le ricorda: “Potrebbe essere tuo padre“. Signora, si sbaglia potrebbe essere suo nonno.

“Sono un professionista della bugia”. E non stiamo parlando di Silvio Berlusconi. Ma di Giacomo Bulleri, in arte culinaria conosciuto solo come Giacomo (dagli omonimi bistrot, i meglio frequentati di Milano) che in parte si giustifica: “Sarà che sono nato a Collodi. Ma è la mia natura e non posso farci niente. E meno che meno posso farci qualcosa adesso, che ho quasi novant’anni. Non c’è niente da fare: se nasci falco, non diventi tacchino. E io sono così: un’anima da grandi spazi, non un volatile da cortile. Amo volare, non starnazzare. Prendere o lasciare”. Sono queste “Le ricette di vita“, edizione Bompiani, che il cuoco (una volta si chiamavano così, o sbaglio?) ruspantemente dispensa.

Strettamente confidential da Parigi. Sfila il funerale di Marc Jacobs che lascia la maison Louis Vuitton per divergenze di punti di vista, recita il comunicato ufficiale. Ma il rumeur che in certi ambienti è certezza parla di un compromettente video dello stilista fidanzato con il pornoattore Harry Louis. E visto per il colosso deluxe uno come Jacobs non può essere ricattabile, ecco pronta una letterina di dimissioni. In sintonia con l’umore nero, modelle/zombie in total black, set luttuoso e campane suonate a morto per il requiem, pardon, per il gran finale di sfilata

Mancu li cani… l’espressione in dialetto napoletano significa “non c’è limite al peggio”. Invece ai cani è stato dedicato il primo gala. Ci ha pensato Laura Morino, la Pr più pimpante di Milano, che agli amati quattrozampe e ai suoi padroni, ovviamente, ha aperto la cinquecentesca villa Castelbarco in piena campagna brianzola. C’era un dog setting dove si infiocchettava fido per la foto ricordo, uno chef “da cani” (mica perché non gradito!) che serviva croquette di manzo alle bestiole. Mentre una giuria assegnava il premio “Chi si somiglia…si piglia”. L’obolo di appena 100 euro a cranio (di cane) è andato alla Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Ah, dimenticavo il dress code: country/chic, naturalmente.